No Vax, perquisizioni in tutta Italia tra gli attivisti della chat “Basta dittatura”

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Istigazione a disobbedire alle leggi e a delinquere. Sono alcuni dei reati di cui sono accusati gli attivisti della chat telegram Basta dittatura, chiusa un mese fa dopo le richieste della procura torinese. 

La digos di Torino, diretta da Carlo Ambra e la polizia Postale piemontese diretta da Fabiola Silvestri  stanno eseguendo in queste ore 17 decreti di perquisizione, in diverse città d’Italia, nei confronti di attivisti No Vax e No Green Pass più radicali che circolavano sulla chat. 

No Vax, la procura sequestra la chat Telegram ‘Basta dittature’. I pm: “C’è l’aggravante del terrorismo”

Era diventato il canale su cui i gruppi No Vax di tutta Italia organizzavano proteste e si scambiavano informazioni, ma anche la chat in cui erano circolati insulti e minacce nei confronti di Pm, virologi e politici. La procura di Torino era riuscita ad ottenere la chiusura del canale Telegram Basta Dittatura ma le indagini non si sono fermate.  Sono accusati di istigazione a delinquere con l’aggravante del ricorso a strumenti telematici e istigazione a disobbedire le leggi.

 Le indagini sono state coordinate dal gruppo antiterrorismo della procura di Torino con la partecipazione diretta dei Compartimenti Polizia Postale e delle Digos territoriali, sotto il coordinamento del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni e dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione.

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