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“Non potete fare pipì davanti al mio albergo”. Massacrato di botte a Mestre

PADOVA – L’hanno picchiato a sangue solo perchè aveva detto loro di non fare pipì davanti all’ingresso dell’hotel. Alessio Wang, 31 anni, portiere di notte nell’albergo di famiglia, ha pagato a caro prezzo quello che doveva essere un semplice invito a comportarsi in modo adeguato. È stato pestato da tre ragazzi, senza pietà.

È successo a Mestre, in via Trieste 1, verso le 5,30 del mattino. Aveva quasi smontato il turno, quando a un certo punto ha notato i tre giovani. E’ uscito e ha intimato loro di smettere. A quel punto è scattata la violenza del branco. Pugni e calci, anche quando era a terra. Viene aggredita anche la madre, nel momento in cui prova ad aiutarlo. Stesso destino per alcuni trasfertisti di Porto Marghera, che alloggiano lì.

Del caso ora se ne occupa la polizia, mentre Alessio Wang è stato trasferito in ospedale, dove si trova ancora sotto osservazione. Per lui un trauma al volto: non riesce ancora né a parlare né a mangiare, e non ci vede per i colpi ricevuti all’occhio.

La sorella Lisa ha raccontato l’accaduto al quotidiano la Nuova Venezia: “Mio fratello ha trovato alcuni ragazzi che facevano la pipì, gli ha detto che non potevano. Non l’hanno nemmeno fatto parlare, hanno iniziato a picchiarlo, prenderlo a pugni, lo hanno gettato a terra e gli hanno dato moltissimi calci. Quando è arrivata l’ambulanza, vomitava, e ha continuato per tutto il viaggio. Non può parlare e ha l’arcata sopraccigliare fratturata. Mia mamma ha cercato di proteggerlo e ha preso dei colpi a un braccio e a una gamba. Anche un cliente che beveva il caffè ha tentato di aiutarlo, ma è stato gettato a terra”. Forse si tratta di un gruppo di giovani dell’Est, romeni o albanesi.



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