Non ricordo nemmeno questo tweet La prova della pagliacciata di Toninelli il suicidio del piu imbarazzante dei grillini

“Non ricordo” nemmeno questo tweet? La prova della pagliacciata di Toninelli: il “suicidio” del più imbarazzante dei grillini

Libero Quotidiano News
Pubblicità

Sullo stesso argomento:

13 dicembre 2020

Lo zimbello d’Italia, Danilo Toninelli, dopo la grottesca deposizione in aula a Catania all’udienza preliminare del processo Gregoretti contro Matteo Salvini, dove l’ex ministro alle Infrastrutture grillino è chiamato in veste di testimone. Una infinita sequenza di “non ricordo”, pronunciato anche davanti all’evidenza della sua firma su un documento, che ha ovviamente scatenato ironie e sfottò sulle “amnesie” del grillino. Spettacolo, in verità, inqualificabile. Ed è inqualificabile soprattutto alla luce di alcuni tweet che ora, ovviamente, gli vengono scagliati contro. Per esempio, ricorda Il Giornale, il 29 gennaio 2019, Toninelli cinguettava: “Non li faremo sbarcare finché la Ue non batte un colpo”. Il riferimento? I migranti in attesa sulla nave, ovvero esattamente il caso per cui Salvini è indagato come potenziale “sequestratore di persone”. Ovvero esattamente il caso che Toninelli sotto giuramento dice di non ricordare.

Non a caso, in aula, di fronte ai molteplici “non ricordo”, anche il gup è sobbalzato: “Scusi senatore, ma l’indirizzo politico poi si deve concretizzare in azione politica. Posso pensare che lei non abbia mai dato un indirizzo? O non lo ricorda?”. Ma Toninelli, ovviamente, se non ricorda afferma che “non l’ho mai fatto”. Ridicolo. Risibile. Anche perché non ci sono soltanto i tweet, ma anche gli interventi in radio in quei roventi giorni di agosto 2018, quelli dei fatti che hanno dato il là al processo in corso: “Sono d’accordo con Salvini ad aspettare”, affermava riferendosi alla redistribuzione dei migranti salvati in mare prima di farli salvare. Eppure, oggi, “non ricorda”.

Video su questo argomento

Please enable JavaScript to view the comments powered by Disqus.



Go to Source