Non solo la Gallinaria, lo Stato svende l’Italia: per l’altra isola-gioiello servono appena 570mila euro. Come siamo ridotti?

Libero Quotidiano News

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05 agosto 2020

Com’ è questa cosa che vendiamo le isole? Com’ è che alcune le svendiamo, soprattutto? Certo, quasi tutto appartiene a qualcuno: persino molte celebri montagne hanno un teorico proprietario, ma niente e nessuno impedisce di accedervi liberamente come la Costituzione garantisce. La legge, infatti, «determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti». Poi, però, in molti casi non è vero. Abbiamo appreso che l’isola Gallinara è stata venduta per circa 10 milioni di euro: è l’unica vera isola della Liguria, una riserva naturale a 1 chilometro e mezzo al largo di Albenga e Alassio, un tempo era della Chiesa e poi se la sono passata banchieri e industriali. Ora l’ha presa – pare – un ucraino che risiede a Montecarlo ma che ha cittadinanza ai Caraibi (tutto molto trasparente) e altre domande sono lecite: che ne farà? Potremmo avvicinarci all’isola? Sparerà ai nostri gommoni? Farà un resort? Pagherà delle tasse? A chi? Ma poi: chi stabilisce il prezzo? E a chi vanno i soldi? In Italia ce ne sono altre di isole già vendute o in vendita, alcune a caro prezzo (per fare cassa, come si dice) ma altre che sono praticamente regalate. Esistono anche un paio di siti internet per andarsi a vedere che cosa c’è sul mercato, e a quanto: e torna in mente il Tremonti televisivo caricaturizzato da Corrado Guzzanti, quello che, per far rientrare il deficit, diceva sconsolato: «Non resta che vendere la Sardegna». 

AREE NATURALIMolte isole sono già private e sono vincolate come aree naturali, quindi non è che ci costruiranno dei grattacieli o appunto ci saranno delle vedette a intimarci l’alt: ma in altri casi non si capisce la logica con cui si svendono porzioni di Italia che erano accessibili a chiunque. Prendete l’Isola delle Femmine che c’è a pochi chilometri da Palermo: è in una riserva adibita a favorire la sosta di certi uccelli migratori, ma ora risulta in vendita a un milione di euro. L’avevano messa all’asta 3,5 milioni, ma nessuno si è fatto avanti. Ma ne vendono altre, alcune delle quali trovate sui siti Private Island online o Vladi private island: c’è l’Isola di Santa Maria a Trapani, mentre nella laguna veneziana non si capisce neanche più quante sono: si va da un forte napoleonico all’Isola di Venezia (si chiama proprio così) che risulta «in sconto» a solo 12 milioni di euro per 190.000 metri quadri con edifici e villa in costruzione, oltre a un allevamento ittico; compresa nel prezzo una palude più 380.000 metri quadrati di acqua lagunare, per un totale di 2.200.000 metri quadrati di proprietà. Venezia è a un tiro di schioppo, un affare. Per chi? Lo Stato ha messo sul mercato anche Poveglia (Venezia) già chiamata anche «l’isola fantasma»: ma i cittadini hanno organizzato l’Associazione «Poveglia per tutti» con un crowdfunding di 500mila euro per riqualificare il territorio ed evitare la vendita a fini speculativi: che è quello già successo all’isola San Secondo, sempre in Laguna, già venduta per farci un albergo di lusso. Cioè: si fa una colletta per non far vendere un pezzo di Paese. 
IN SARDEGNAIn Sardegna in compenso vendono un piccolo paradiso chiamato Isola di Marinella, nel golfo di Marinella, vicino a Porto Rotondo: un paradiso floreale con abitazioni, ville, moli e moletti, una strada che collega alla terraferma, e qui il prezzo è «su richiesta», come per le abitazioni di una certa levatura. Costa sicuramente un botto, ma oggigiorno, dico, vuoi non avere un’isola? I meno ricchi possono guardare all’isola di Cirella in Calabria, sul Tirreno, in provincia di Cosenza: ci sono delle fortificazioni militari costruita nel 1562 per difendersi dai turchi e si estende su 11 ettari. Dalla costa ci si arriva a nuoto, e costa solo 570.000 euro, che a Milano neanche ti pigli un bilocale. Magari, per comprare l’Isola delle Sirene al largo della costa di Taormina, possono farvi un mutuo: è favolosa, proprio di fronte all’Hotel Atlantis Bay: ha un piccolo porto e una scogliera a picco sulle onde con vista mozzafiato. 
TRE VENEZIA E TRIESTEUn paio di fabbricati garantiscono la trasformazione in villa con in più una piccola dependance, ideale per un custode che ti spari a pallettoni se ti avvicini. «Su richiesta» è anche il prezzo per l’isola di Grado, con piccola villa, molo, allevamento ittico e altro ancora: è tra Venezia e Trieste (5 minuti dalla costa) ed è già dotata – precisano – di acqua potabile, elettricità, telefono, internet, tv via satellite, giardino mozzafiato, c’è spazio per andare in bicicletta. Un saltino di mille e passa chilometri, infine, ed eccoci all’estremità dello Stivale, all’Isola di Capo Passero dove il progetto iniziale prevedeva una riserva naturale, ma ora hanno cambiato idea: meglio un resort turistico. E ci fermiamo qui, non è un catalogo. E non è neanche uno scandalo, forse: molte isole erano già private, anche se appartenevano, perlomeno, ad italiani: si potrebbe stabilirla come regola, all’estero già lo fanno. Altre isole, però, sono dello Stato (nostre, in teoria) e sappiamo che lo Stato deve fare cassa. Quindi lo Stato vende lo Stato, noi stessi vendiamo noi stessi come pezzi del nostro corpo: altri mestieri già lo fanno.

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