Non solo rose rosse per te: arrivano i bouquet alternativi ed ecosostenibili

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Sono loro, le rose rosse, le indiscusse regine di San Valentino. A stelo alto, corto, con bocciolo più o meno grande, se ne incontrano per ogni gusto e portafoglio. E però, hanno i loro scheletri nell’armadio: intanto il costo, che in questo periodo dell’anno arriva a raddoppiare, fino a 10 euro a rosa. E poi la scarsa sostenibilità: non sono di stagione, arrivano quasi tutte dall’estero, in gran parte dal Kenya (che ha fatto del commercio dei fiori un’economia importante per il Paese, esporta quasi il 90% della sua produzione in Europa, in aereo verso i mercati olandesi da dove vengono smistate, una filiera spesso poco sostenibile). Le alternative locali e green ci sono: quelle che propongono i fiorai tradizionali, come ranuncoli e papaveri (in arrivo ad esempio da Sanremo, il più grande mercato di fiori recisi del Mediterraneo). E poi quelle delle flower farm, aziende agricole che stanno nascendo in tutta Italia coltivando fiori con particolare attenzione all’ambiente e alla stagionalità: “In questo periodo dell’anno le rose nei campi, come la maggior parte dei fiori, non ci sono ancora, dormono – spiega ad esempio Sofia Costamagna di Viridarium Flower Farm, designer che a 30 anni si è licenziata per diventare floricoltrice – Noi nel rispetto della stagionalità ci siamo inventati un’alternativa, un pacchetto regalo, ‘buono’ per 3 mazzi di fiori che recapiteremo ai destinatari in primavera, quando avremo i nostri fiori freschi in campo, e nell’attesa proponiamo mazzolini di fiori essiccati nella scorsa stagione. Un San Valentino lento’.

Di Giulia Destefanis

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