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Novantenne ucciso, preso l’assassino: il giallo di Torino risolto in poche ore

La Republica News
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E’ durata poche ore la fuga dell’assassino di Vincenzo  Rossi, 91 anni, ucciso ieri pomeriggio a coltellate nel suo appartamento di via Tripoli, nel quartiere di Santa Rita, a Torino. I carabinieri del nucleo investigativo lo hanno fermato nella notte alla stazione di Porta Nuova.

Rossi lo aveva conosciuto qualche tempo fa, proprio vicino alla stazione dove l’uomo,  50 anni, di origine catanese e con diversi precedenti penali è stato fermato nella notte.  E’ uno degli uomini che l’anziano aiutava accogliendoli in casa per dare loro da mangiare. Rossi, infatti, che viveva solo nell’appartamento che aveva ereditato dalla madre, da quando era andato in pensione aveva deciso di dedicarsi agli altri. 

Omicidio a Torino, novantenne ucciso a coltellate in casa. Gli altri inquilini: “Lo abbiamo sentito urlare”

“Portava da mangiare ai più poveri – racconta Anna Maria, una conoscente – A volte prendeva il bus 55 e li raggiungeva lui con le borse piene di cibo, altre volte li ospitava in casa sua”. Non era ricco ma condivideva quel che aveva con chi era rimasto senza nulla. I vicini conoscono bene il viavai di persone, a volte ragazzi, a cui il signor Rossi  cercava di dare una mano. Li ospitava se non avevano un posto dove andare. “C’erano questi ragazzi nell’androne e lui li faceva salire in casa”,  racconta Luisella Regge, una vicina di casa. “Erano persone che erano bisognose e il signor Rossi aveva un cuore d’oro. Forse qualcuno era un po’ sbandato ma non creavano problemi”.

Il condominio dove viveva la vittima (ansa)

Rossi conosceva il suo assassino, per questo ieri lo ha fatto entrare in casa, lo ha accolto come sempre. L’assassino lo ha colpito alle spalle con due coltelli da cucina, un fendente lo ha colpito alla nuca. Secondo quello che hanno ricostruito gli investigatori del comando provinciale dei carabinieri di Torino i due hanno litigato prima dell’omicidio ma Rossi non è nemmeno riuscito a difendersi dall’aggressione. Non c’era nulla in disordine in casa, nessun segno di lotta. Non mancava nulla a parte i soldi nel portafoglio. 

Le indagini dei carabinieri sono partite da una banconota da 50 euro che l’assassino potrebbe aver speso nella tabaccheria davanti alla casa della vittima. Una banconota  ancora sporca di sangue. Le immagini della telecamera di sorveglianza del negozio lo hanno ripreso mentre acquistava un pacchetto di sigarette. 



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