Novara, il corteo No Green Pass sfila con il filo spinato evocando i lager nazisti

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Una fila di persone legata ad un finto filo spinato con indosso pettorine che ricordano le tute a righe fatte di stracci dei deportati di Auschwitz. Va in scena così la protesta No Green Pass a Novara che ieri pomeriggio ha sfilato  in centro sotto i palazzi del Comune, della provincia e della Prefettura  sollevando lo sdegno della comunità ebraica.

Non è la prima volta che i contrari al lasciapassare vaccinale accostano l’obbligo del Green Pass a una dittatura e in particolare al nazismo: qualche settimana fa a Torino i manifestanti avevano bruciato finti Green Pass che avevano il Qr code modellato a forma di svastica. Nel quindicesimo sabato di protesta a Novara i manifestanti erano circa 150. Hanno sfilato da piazza Duomo verso piazza Cavour e poi nella piazza del Comune. Molti tenevano in mano cartelli con gli sloga della protesta, i soliti che girano per tutt’Italia,  contro quella che definiscono una “dittatura sanitaria”, e poi ancora “giù le mani dai bambini” e “stop dittatura”. Gli altri scandivano quelli che sono diventati gli slogan della protesta in molte piazze. Ma quello che ha colpito a Novara è stata la messa in scena ideata sotto le finestre del comune e della prefettura che ricorda la deportazione nei campi di concentramento.

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