Odio e falsità, per l’80% degli utenti la rete è soprattutto violenza verbale

La Republica News

“Si è ciò che si comunica”. È il secondo principio del “Manifesto dell’Inclusione” che viene presentato oggi in occasione del quarto Festival “Parole O_Stili”, progetto sociale di sensibilizzazione contro la violenza delle parole. Una violenza evidente soprattutto sui social: secondo rilevazioni Swg, odio e falsità fanno parte del nuovo modo di comunicare per l’80% degli intervistati, dato in crescita del 14% rispetto al 2018. Il 63% ritiene che i giovani si abitueranno a usare toni offensivi e solo il 22% pensa che le giovani generazioni riusciranno a scegliere uno stile comunicativo più corretto.Gay, migranti ed ebrei sono le categorie più colpite dal linguaggio violento, dato in crescita del +15% (gay), +9% (migranti), +12% (ebrei). Numeri confermati anche dall’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (Oscad) che registra una crescita di atti discriminatori verso le minoranze, del +186% dal 2014 al 2018. Tuttavia, se l’antisemitismo cresce del +13%, l’omofobia è in continuo calo (-12%) così come l’islamofobia (-14%).La crescente ignoranza e il crescente individualismo sono le principali cause dell’odio e della violenza sulla rete, ma anche i politici danno il cattivo esempio: il 91% degli intervistati dichiara che in Italia esiste un grande problema di violenza verbale nel fare politica, tanto che le fake news confondono le idee di 1 cittadino su 3 (35%), ma nell’87% delle risposte, sono diventate la normalità della comunicazione tra i partiti. L’aggressività verbale emerge anche nelle aziende: 2/3 dei dipendenti denunciano linguaggi irrispettosi e solo il 26% delle imprese italiane sono attente alle esigenze dei propri dipendenti su temi di welfare aziendale, genitorialità, barriere architettoniche ecc. Alle parole dell’odio il Festival, che oggi, venerdì, dalle 9,30 si svolge online fino a domani in diretta streaming contrappone le parole “Positività, possibilità, innovazione e digitale”: a confrontarsi su questi temi personalità della cultura e dello spettacolo: Lucia Azzolina, Alessandro Baricco, Malika Ayane, Selvaggia Lucarelli, Alex Zanardi, Bebe Vio, Enrico Letta, don Ciotti, Marta Losito, Giorgio Gori.Il festival è anche l’occasione per presentare il “Manifesto dell’Inclusione”. Oggi alle 16 Parole O_Stili richiama alla scrittura collettiva di una nuova carta etica: dieci principi a cui ispirarsi per scegliere parole che sappiano superare le differenze, oltrepassare i pregiudizi e abbattere i muri dell’incomprensione. “Più che mai in questi ultimi due mesi abbiamo imparato che la Rete è un bene preziosissimo che merita di essere curato e a cui va dato il giusto valore. Ed è per questo che abbiamo deciso di ritrovarci online, per continuare a mettere al centro le parole e il loro enorme potere, ma soprattutto, per riflettere sull’importanza delle nostre relazioni digitali, oggi più che mai.” – dichiara Rosy Russo, Presidente di Parole O_Stili – “Accorciare le distanze” è il nostro obiettivo, perché la Rete fa la differenza quando porta con sé quell’umanità che sa andare oltre lo schermo.”

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