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Offerta da 15,3 miliardi per rilevare la giapponese Toshiba dopo gli scandali e la crisi nucleare

La Republica News
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Il fondo d’investimento britannico Cvc Capital Partners ha avanzato un’offerta di acquisizione da 2.000 miliardi di yen, pari a 15,3 miliardi di euro, per Toshiba. Lo confermano i vertici della multinazionale giapponese, aggiungendo che il consiglio di amministrazione si riunirà per considerare la proposta.

Il valore commerciale dell’operazione equivale a un premio del 30% dell’attuale capitalizzazione di mercato di Toshiba, e ha l’obiettivo della rimozione del titolo dal listino di Borsa, per velocizzare il processo decisionale delle varie divisioni che compongono il colosso nipponico.

Negli ultimi anni, infatti, Toshiba è stata duramente danneggiata da scandali contabili e dalle perdite sugli investimenti realizzati nel settore nucleare, in particolare negli Stati Uniti, fattori che hanno portato l’azienda a vendere a fine 2017 la divisione redditizia delle memorie dei semiconduttori al consorzio Bain Capital. Dopo una lunga fase di ristrutturazione e il graduale miglioramento dei conti, Toshiba è tornata ad essere quotata sul listino principale del Tokyo Stock Exchange (Tse) a inizio anno.

Toshiba rappresenta un pezzo di storia dell’economia nipponica. Nata nel 1875, in Giappone è stata pioniera per quanto riguarda i radar, i forni a microonde e i laptop ed ha inventato le memorie flash. Tra i problemi degli ultimi anni anche i pesanti investimenti fatti sull’energia nucleare, un business i cui costi sono lievitati enormemente dopo il disastro di Fukushima del marzo 2011.



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