Oggi è il primo giorno di primavera: ma non chiamatela bella stagione

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Oggi, 21 marzo, inizia la primavera. Almeno sul calendario. Perché dal punto di vista meteorologico la stagione dei ciliegi in fiore è iniziata il primo marzo, mentre la primavera astronomica è iniziata con l’equinozio di sabato 20 marzo alle 9,37, e finirà col solstizio d’estate, il 21 giugno. Nella data dell’equinozio, giorno e notte hanno la stessa durata, 12 ore, e il sole sorge e tramonta esattamente nei punti cardinali Est e Ovest.

La parte astronomica è l’unica certezza che abbiamo, mentre per quella metereologica non si può dire altrettanto: “La prima settimana sarà caratterizzata da una fase decisamente fredda dai connotati invernali con temporali e nevicate fino a bassissima quota, a causa di un vortice ciclonico attivo soprattutto al centro-sud e continuamente alimentato da correnti fredde in discesa dal nord Europa” spiega Mattia Gussoni, tecnico meteorologo di ilmeteo.it. “In particolare, ci aspettiamo dei temporali sui settori tirrenici della Sicilia, della Calabria, ma qualche pioggia non sarà da escludere pure su Puglia, Basilicata, Campania, Abruzzo e Molise. Viste le temperature ancora particolarmente basse, la neve cadrà, inusualmente per il periodo, fin verso i 200 metri di quota, specie sul versante adriatico”.

LE PREVISIONI REGIONE PER REGIONE

Una primavera quindi che si farà desiderare ancora qualche giorno. “Poi l’anticiclone proverà ad allungare il suo baricentro sul bacino del Mediterraneo, garantendo una maggiore stabilità atmosferica e più sole anche sul nostro Paese almeno fino alla fine di marzo, con temperature che tenderanno ad aumentare decisamente riportandosi su valori più consoni a questo periodo”, continua Gussoni.

Anche se fare previsioni a lungo termine non è possibile, grazie alle cosiddette proiezioni stagionali i tecnici azzardano un tentativo di predire, con molto anticipo, l’andamento meteorologico a grandi linee su vaste aree: “In base agli ultimi aggiornamenti a nostra disposizione nel periodo a cavallo tra marzo e aprile si prospetta uno scenario anomalo specie per quanto riguarda le temperature” dice il tecnico. “Sembrerebbe che i valori termici si porteranno ben oltre le medie climatiche fino a 3°C. Attenzione però, questo non vuol dire che ci sarà sempre il sole. Infatti le proiezioni sul lungo periodo vedono un flusso piuttosto vivace in discesa dal Nord Atlantico con l’inizio del mese di aprile che, a più riprese, potrebbe pilotare perturbazioni (e conseguenti precipitazioni), dapprima sull’Europa occidentale, poi anche sull’Italia”.

Questo purtroppo è il lato ‘capriccioso’ della primavera: dobbiamo quindi aspettarci, come è tipico di questa stagione, temporali e cambi repentini di tempo. “Nelle stagioni intermedie le masse d’aria sono libere di circolare per il continente, in particolare l’ingresso di spifferi più freddi e instabili in quota potrebbe agire da innesco per lo scoppio, anche improvviso, di forti temporali, spesso accompagnati da grandine, specie durante le ore pomeridiane, in particolare al centro-nord” sottolinea Gussoni.

Il surriscaldamento del pianeta ha portato in questi ultimi anni a temperature sempre più elevate rispetto alla media stagionale, tendenza che caratterizzerà anche questa primavera, sia In Italia che in Europa, come si può vedere dalla mappa qui sotto.

“Queste prime proiezioni sono in linea con gli ultimi anni, in cui il problema del cambiamento climatico si fa via via più evidente e pressante anche sull’Italia con temperature oltre le medie climatiche di riferimento” conclude Gussano. “Questo surplus di calore vuol dire maggiore energia potenziale in gioco (umidità nei bassi strati, maggiori contrasti termici) e di conseguenza fenomeni più pericolosi che spesso si traducono in eventi meteo estremi, come forti temporali, grandinate o tornado, che sempre più di frequente colpiscono le nostre regioni”.

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