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Olimpiadi dei diritti, le calciatrici danno l’esempio. Ancora Svezia amara per gli Usa

La Republica News
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TOKYO – Quarantaquattro ragazze in ginocchio contro il razzismo, con buona pace del Cio che aveva detto di non tollerare in alcun modo atteggiamenti politici e/o socio-umanitari. Ma le calciatrici di Svezia, Stati Uniti, Gran Bretagna e Cile non si sono fatte certo intimidire e hanno cominciato il loro torneo olimpico proprio così, mettendosi in ginocchio e spiegando con un semplice ma ormai proverbiale gesto che lo sport non accetta discriminazioni, razzismo e omofobia. Non ci saranno conseguenze, sanzioni o richiami: questa è la realtà, la campana di vetro è infranta per sempre.

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Avevano cominciato le atlete prima di Gran Bretagna-Cile a Sapporo (2-0) e hanno continuato le protagoniste di Svezia-Usa al Tokyo Stadium, prima commosse durante gli inni nazionali e poi inginocchiate nel silenzio dell’impianto vuoto, ma qualche applauso si è sentito lo stesso. Ne è seguita una sfida travolgente per le svedesi, che hanno umiliato le americane con un 3-0 clamoroso: doppietta di Stina Blackstenius e terza rete della juventina Lina Hurtig, diventata mamma poche settimane fa avendo avuto una bimba da sua moglie Lisa Lantz, ex calciatrice. Come forse ricorderete, ne aveva dato notizia il sito ufficiale della Juventus, congratulandosi con le spose (lo sono dal 2014) e con la neo mamma. Il bacio in campo tra Lina e Lisa durante i mondiali francesi del 2019 per festeggiare la vittoria contro la Thailandia resta, anche quello, un gesto proverbiale dello sport in cammino verso una civiltà migliore, più ampia.

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Tra Svezia e Stati Uniti è una lunga storia. Oro olimpico ad Atlanta, Atene, Pechino e Londra, il calcio femminile americano era stato eliminato dai Giochi di Rio 2016 proprio dalla Svezia, dopo un avvincente quarto di finale finito 4-3 ai rigori per le nordiche, poi argento (la finale la vinse la Germania). Molte cose sono cambiate da quel giorno. Le americane hanno inaugurato un nuovo ciclo (l’icona Megan Rapinoe, capelli lilla e ineguagliabile carriera, ha ormai 36 anni e non è più titolare: contro la Svezia è entrata solo nel secondo tempo), e nel 2019 hanno comunque vinto i mondiali. Peggio di così, tuttavia, non avrebbero potuto iniziare le Olimpiadi giapponesi: la Svezia le ha surclassate in tutto. L’oro, del resto, ha lo stesso colore delle loro maglie.

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