Omicidio Boiocchi, individuati gli ultras che hanno costretto i tifosi a lasciare la Curva Nord interista a San Siro

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Dopo due giorni di analisi dei filmati delle telecamere a circuito chiuso del Meazza, gli investigatori della Digos hanno isolato alcune sequenze significative. Sono quelle del deflusso forzato dal secondo anello verde – e dallo spicchio centrale del terzo – durante il secondo tempo di Inter-Sampdoria di sabato sera, deciso dalla Curva Nord quando è arrivata la notizia dell’omicidio del suo leader, il 69enne Vittorio Boiocchi.

Omicidio Boiocchi: tra capi ultrà, neofascisti e boss mafiosi il romanzo criminale della Curva Nord

Inviata una prima informativa in Procura, in cui veniva specificato di non aver ricevuto denunce né di aver riscontrato interventi del 118 a supporto di feriti o contusi, il lavoro della Digos procede sulle telecamere. E “ha già individuato alcuni ultras – si legge in una nota della Questura milanese – che hanno provocato il deflusso ed isolato la posizione di un altro ultras responsabile di aver usato violenza verso una persona che esitava a lasciare lo stadio”. Non ci sono al momento denunciati, in attesa di ulteriori riscontri: più probabile che gli eventuali responsabili siano colpiti da daspo.

“Botte, minacce e insulti: quei momenti di inferno in curva nord”

Inoltre, fanno sapere da via Fatebenefratelli, “altri approfondimenti sono in corso su due chiamanti che hanno contattato il 112 NUE per lamentare, un’ora circa dopo i fatti, di essere stati allontanati dagli spalti”. Più lunga sarà la verifica delle decine di post e messaggi su quanto stava accadendo al Meazza: “Si stanno altresì rintracciando alcuni autori delle segnalazioni sui social per circostanziare gli episodi lamentati”.

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