Omicidio di Carol Maltesi, primi rilievi nella casa dell’orrore di Rescaldina

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Da quando è stato scoperto l’orrore, sono i primi veri rilievi nella casa di Rescaldina, nel Milanese, dove Carol Maltesi è stata trucidata e fatta a pezzi dal vicino, reo confesso, Davide Fontana. Nell’appartamento sono arrivati i carabinieri della Sezione Investigazioni Scientifiche di Brescia, che adesso dovranno passare al setaccio non solo l’abitazione della vittima, ma anche quella del killer per trovare riscontri a quanto raccontato da Fontana. Sotto sequestro anche le due auto.

Sul posto è arrivato anche il procuratore di Busto Arsizio (Varese) Carlo Nocerino, che ha iniziato l’ispezione dell’abitazione della 26enne. Gli investigatori cercano tracce, anche biologiche, che confermino la ricostruzione dell’omicidio, anche a seguito dell’interrogatorio reso da Fontana al gip di Brescia, prima del cambio di ufficio giudiziario per competenza territoriale.

Carol Maltesi, Davide Fontana l’ha uccisa volontariamente: “Lei aveva deciso di andare a vivere altrove. Privo di scrupoli morali”

E’ lì, in quella casa di corte dove la ragazza, conosciuta nel mondo dell’hard con il nome d’arte di Charlotte Angie, e Davide Fontana, 43 anni, impiegato di banca con la passione per la fotografia, i viaggi e il cibo, vivevano a pochi passi di distanza. Ed è ancora lì che, il 10 o 11 gennaio, è avvenuto l’omicidio. Anzi, come ha scritto la gip bresciana Angela Corvi nell’ordinanza cautelare, dove Fontana, con “assenza di qualsiasi scrupolo morale” e “piena consapevolezza dei propri atti” ha ammazzato Carol Maltesi “barbaramente”, facendola a pezzi e poi mettendo in piedi una serie di depistaggi e di gesti impensabili durati per 70 giorni. Fino a quando, dopo aver cercato di bruciare il cadavere e, ancora, aver acquistato su Amazon un congelatore per conservarlo, ha abbandonato i resti della donna in un dirupo a Borno, nel Bresciano.

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