Omicido di Bergamo, fermato Alessandro Patelli, 19 anni. Al pm ha detto: “Mi sono difeso”

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BERGAMO – Alessandro Patelli, 19 anni, è accusato di omicidio aggravato dell’aver agito per motivi futili o abietti: questa la contestazione mossa dai carabinieri e dalla Procura al diciannovenne di Bergamo in carcere per l’omicidio di Marwen Tayari, 34 anni, tunisino, accoltellato a morte ieri davanti a moglie e figlie di 12 e 2 anni fuori dalla casa di Patelli. La vittima, in Italia da tempo, viveva a Terno d’Isola: in passato era stato denunciato dalle forze dell’ordine per spaccio, lesioni e maltrattamenti. La vittima avrebbe invitato il giovane a muoversi con accortezza, dopo aver urtato la figlia dodicenne.

Lite in strada per una spallata: ventenne uccide a coltellate padre di famiglia davanti alla moglie e alle due figlie

Ecco la ricostruzione dei fatti secondo le indagini dei carabinieri

Il fatto si è verificato intorno alle ore 13.00 in Via Novelli, dove la vittima si trovava in compagnia della compagna, una donna italiana di 36 anni, e le due loro figlie di 2 e 12 anni, intento a mangiare un panino seduto ai bordi del marciapiedi.
Da una prima ricostruzione fatta dopo i rilievi scientifici e dopo aver interrogato alcuni testimoni, è emerso che l’uomo aveva  un primo diverbio con l’autore dell’omicidio, il quale, mentre rientrava in casa per prendere alcuni effetti personali, era stato invitato dalla vittima a stare attento nel muoversi, vista la presenza di bambini.

Poco dopo, all’uscita del giovane dal portone, i due si erano ripresi di nuovo verbalmente, ma ne era scaturita una lite degenerata in una violenta rissa con entrambi finiti in terra. Durante la collutazione il giovane colpiva mortalmente l’uomo utilizzando un coltello che aveva in pugno, ferendolo con vari fendenti. Tayari cercava di rialzarsi, cadendo poi a  terra esanime.

Sentite le urla e visto l’accorrere di persone,  la pattuglia dei Carabinieri in servizio nei pressi della stazione ferroviaria è intervenuta immediatamente bloccando il giovane, recuperando e sequestrando l’arma del delitto. Condotto in caserma, dopo ulteriori accertamenti, il giovane è stato dichiarato in stato di arresto ed trasferito presso la casa circondariale di Bergamo, in attesa della convalida da parte del gip.

Patelli al pm: “Mi sono difeso”. Poi tace

Alessandro Patelli ha raccontato di essersi difeso da Tayari Marouan dopo che quest’ultimo lo avrebbe insultato per aver urtato la figlia dodicenne. Nell’interrogatorio davanti al pm, durato tutta la notte, l’arrestato ha detto che era stato minacciato con una bottiglia rotta.

Il diciannovenne, incensurato, assistito dall’avvocato Enrico Pelillo, ha risposto solo ad alcune delle domande del pm Paolo Mandurino, fino poi a decidere di avvalersi della facoltà di non rispondere. In sostanza ha raccontato di essersi difeso da Tayari dopo che quest’ultimo lo avrebbe insultato per aver urtato la figlia dodicenne.

La famiglia della vittima, stando al racconto del fermato, si era seduta sui gradini fuori casa sua: Tayari, la moglie italiana e le due figlie, la più grande di 12 anni e la più piccola, nel passeggino. A quel punto Patelli sarebbe stato minacciato con una bottiglia rotta e avrebbe quindi ferito mortalmente il tunisino con il coltello a serramanico che aveva già con sé.

Le reazioni, Pd: “Il contrario cosa avrebbe provocato?”. Meloni: “Vicenda mostruosa”

“Ieri un terribile omicidio in strada a Bergamo per futili motivi. Un tunisino di 34 anni è stato pugnalato a morte davanti alla moglie e a due figlie, da un italiano, di 19 anni. Se fosse successo il contrario sai la mole di post e tweet e dirette e trasmissioni e telegiornali e prime pagine di quotidiani avremmo avuto? E quante autointerviste di leader politici di una certa parte. E processi in piazza. Ieri è stato ucciso un uomo, marito e padre, a noi dovrebbe interessare solo questo dramma, non altro. Sempre. E lasciare che a dirci cosa è successo esattamente sia la magistratura, non il nostro istinto”. Lo scrive sulla sua pagina Facebook Emanuele Fiano, della presidenza del Gruppo Pd alla Camera.

Un padre ucciso senza pietà davanti la moglie e i figli: una vicenda mostruosa. Lo scrive su Facebook la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. “A quanto riporta la stampa – prosegue il post – a scatenare l’istinto omicida contro il 34enne tunisino sarebbe stata una lite per futili motivi. Ci stringiamo alla famiglia della vittima per questa tragedia inconcepibile e inaccettabile, con la speranza che il responsabile di questo terribile omicidio la paghi cara”, conclude Meloni.

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