Omofobia, nella giornata che ne ricorda l’esistenza: ecco come stanno andando le cose, in Italia e nel mondo

La Republica News

ROMA – Dal 2004 si celebra la giornata mondiale contro l’omofobia, che da due anni fa luce anche sui fenomeni di bifobia e transfobia. Non solo omosessuali e lesbiche ma anche persone bisessuali o transessuali sono quotidianamente discriminate e private dei basilari diritti umani in tutto il mondo. Numerosi osservatori e associazioni monitorano i paesi più a rischio e diffondono studi di settore. La maggior parte sottolinea come ci sia ancora molta strada da fare per eradicare pregiudizi e garantire una piena tutela civile delle persone interessate.A trent’anni dalla svolta dell’OMS. Fino a trent’anni fa l’omosessualità era registrata come malattia mentale dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità. Per decenni, specialisti e dottori hanno imposto “cure” a uomini e donne in salute, alimentando stigma sociale e sofferenze personali. Il 1990 segna una data storica nel percorso verso un pieno godimento dei diritti, ma la strada è lunga. In moltissimi paesi vige ancora il reato di omosessualità, e in altri, pur non essendo ufficialmente vietato, le persecuzioni per le comunità LGBTQI+ sono pesantissime.La mappa arcobaleno sulla condizione europea. Il rapporto di ILGA-Europe (l’associazione per persone gay, lesbiche, bisessuali, intersessuali e transessuali in Europa ed Asia centrale) uscito lo scorso 14 maggio mostra un’Europa stagnante. Circa la metà dei 49 paesi dell’area non ha avuto cambiamenti positivi nell’ultimo anno, mentre per il secondo anno di seguito alcuni paesi stanno smantellando le tutele esistenti. Nei cinque ambiti d’indagine (uguaglianza e non discriminazione, famiglia, incitamento all’odio, riconoscimenti legali, libertà di aggregazione, diritti di asilo) l’Italia è ferma al 23%. Un punteggio paragonabile a quello dei paesi più autoritari e discriminatori (l’Ungheria è al 33%).L’Italia fra discriminazione e aggressioni: il picco al nord Italia. Secondo l’Eurobarometro pubblicato lo scorso settembre, solo il 68% degli italiani è per i pari diritti delle persone LGBTQI+, dato al di sotto della media europea. Percentuale che scende al 43% in riferimento al riconoscimento legale dell’identità di genere per le persone trans e al 37% se si tratta di indicare un “terzo genere” sui documenti pubblici. In ambito sportivo invece, il sondaggio sulla discriminazione di genere realizzato da Outsport evidenzia che il livello di omofobia e transfobia in Italia è al di sopra della media europea. C’è un dato ancora più inquietante, che riguarda le aggressioni: 138 nell’ultimo anno, secondo Arcigay, 74 delle quali in nord Italia. Un’aggressione ogni tre giorni.Gay Help Line: “Aumento dei casi di violenza”. E mentre nel 2020 diversi esponenti delle principali religioni monoteiste riconoscono nel Covid19 una punizione divina contro l’omosessualità, in Italia l’emergenza sanitaria fa aumentare le violenze in famiglia. Secondo Fabrizio Marrazzo, responsabile Gay Help Line e portavoce Gay Center, nell’ultimo anno il dato sulle violenze e gli abusi è aumentato del 9%. “Il dato durante l’emergenza Covid-19 è cresciuto sino al 40% per gli adolescenti. Di questi casi meno di 1 adolescente su 60 pensa di denunciare”, afferma.

Go to Source

Rispondi