Omofobia, si sblocca il ddl Zan: calendarizzato al Senato. Relatore il leghista Ostellari: è polemica

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Dopo settimane dense di polemiche, prese di posizione contro l’ostruzionismo della Lega, flash mob a sostegno della legge e iniziative trasversali per far sì che il ddl contro l’omotransfobia possa essere discusso e messo ai voti al Senato, stamani la commissione Giustizia ha messo ai voti i provvedimenti considerati prioritari da ogni gruppo parlamentare (ciascuno ne ha indicati tre). Fra gli altri, proprio il ddl Zan, che ha avuto 13 voti favorevoli e 11 ‘no’ (contrario tutto il centrodestra). Il disegno di legge, dunque, è stato calendarizzato a Palazzo Madama. Come ha riferito in aula il presidente Andrea Ostellari della Lega, lui sarà relatore del provvedimento che sarà incardinato entro maggio. Successivamente, quindi, la commissione definirà un calendario dettagliato per l’esame di ogni provvedimento, stabilendo l’inizio dell’esame e l’eventuale calendario di audizioni. Subito polemica sul nome del relatore.

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I dubbi dei vescovi

“Troppi dubbi, serve un dialogo aperto senza pregiudizi”. I Vescovi italiani scendono nuovamente in campo a proposito del ddl Zan volto a contrastare l’omotransfobia. In particolare, la presidenza della Conferenza episcopale Italiana, riunitasi lunedì, “coerentemente a quanto già espresso il 10 giugno 2020, nel quadro della visione cristiana della persona umana, ribadisce il sostegno a ogni sforzo teso al riconosci mento dell’originalità di ogni essere umano e del primato della sua coscienza. Tuttavia, una legge che intende combattere la discriminazione non può e non deve perseguire l’obiettivo con l’intolleranza, mettendo in questione la realtà della differenza tra uomo e donna”.

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“In questi mesi – evidenzia la presidenza della Cei – sono affiorati diversi dubbi sul testo del ddl Zan in materia di violenza e discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere, condivisi da persone di diversi orizzonti politici e culturali. E necessario che un testo così importante cresca con il dialogo e non sia uno strumento che fornisca ambiguità interpretative. L’atteggiamento che è stato di Gesù Buon Pastore ci impegna a raggiungere ogni persona, in qualunque situazione esistenziale si trovi, in particolare chi sperimenta l’e- marginazione culturale e sociale”.

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