Onu: Russia fuori dal Consiglio dei diritti umani, la Cina ha votato contro. L’India si è astenuta

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La risoluzione per sospendere la Russia dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite è stata approvata con 93 voti a favore, 24 contrari e 58 astenuti. Per il via libera serviva la maggioranza dei due terzi dei Paesi votanti, le astensioni non contano. Dall’invasione russa dell’Ucraina, il 24 febbraio, l’Assemblea Generale Onu aveva già adottato altre due risoluzioni promosse dagli occidentali: una denuncia Mosca per l’aggressione (ha ottenuto 141 voti a favore), l’altra è sulla situazione umanitaria (140 i sì).

“Il dialogo e il negoziato sono l’unica via per uscire dalla crisi in Ucraina. Ci opponiamo fermamente alla politicizzazione delle questioni relative ai diritti umani”, ha detto l’ambasciatore cinese all’Onu, Zhang Jun, dopo il voto sulla sospensione della Russia dal Consiglio dei diritti umani. Pechino è tra i Paesi che ha votato no. “Questa risoluzione non è stata redatta in modo aperto e trasparente”, ha aggiunto, sottolineando che la mossa “aggrava le divisioni tra gli Stati membri, aggiunge benzina al fuoco, e non aiuta i colloqui di pace”. Anche il Mali, dove i russe hanno da poco installato le loro truppe militari al posto dei francesi, ha votato contro. L’India invece si è astenuta.

“Un Paese che viola continuamente i diritti non può sedere a un organo che ha come compito la tutela dei diritti. Oggi con l’espulsione della Russia dal Consiglio dell’Onu per i diritti umani è stato corretto un torto”. Lo ha dichiarato il segretario di Stato americano, Antony Blinken, al termine della riunione dei ministri degli Esteri della Nato a Bruxelles.

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