Operaio 40enne schiacciato e ucciso da un telaio, l’incidente mortale nel porto di Taranto

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Incidente mortale, questa mattina, al porto di Taranto. Vittima Massimo De Vita, ex dipendente della società Taranto Container Terminal, di circa 40 anni. Il lavoratore, addetto alla movimentazione delle pale eoliche, è rimasto schiacciato nella parte pubblica del quarto sporgente, lato ponente.

Secondo una prima ricostruzione si è ribaltato il telaio di ferro e l’uomo è rimasto schiacciato. De Vita era stato assegnato dall’Agenzia per il lavoro portuale dalla società Tct che ha lasciato  da anni il terminal container di Taranto, alla compagnia portuale nell’ambito degli interventi per la rioccupazione del personale portuale.

Lo scorso anno, il 29 aprile 2021, nello stesso sporgente del porto morì Natalino Albano, 49 anni, operaio della ditta Peyrani. In quel caso l’operaio era impegnato nelle operazioni di carico su una nave di pale eoliche. Parte dell’imbracatura si sarebbe sganciata e l’uomo cadde sulla banchina, morì a causa dell’impatto.

“Siamo di fronte ad un’ennesima tragedia sul lavoro nel porto di Taranto. La sicurezza sul lavoro diventa sempre più una priorità ed una emergenza da affrontare” dichiarano i segretari Cgil, Cisl e Uil di categoria, Di Ponzio, Fiorino e Sasso che annunciano che alle 12 di oggi suoneranno  le sirene delle navi in porto. Le sigle sindacali stanno valutando altre iniziative da assumere.

Intanto, in  relazione all’incidente, Acciaierie d’Italia, ex Ilva, con una nota precisa che “di non avere alcun coinvolgimento nelle operazioni che hanno condotto a tale incidente, nè direttamente nè tramite attività svolte da appaltatori per conto di Acciaierie d’Italia”. La società “comunica inoltre di non avere in gestione lo sporgente numero 4 Lato Ponente del porto di Taranto”.

Infine il movimento “Una città per cambiare” afferma che “è intollerabile che nel 2022 si muoia ancora a causa del lavoro, Taranto piange l’ennesimo morto. E’ l’ennesima tragedia che colpisce la città”

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