Palermo, a 12 anni “insegnante di sostegno” per la sorella: promosse tutte e due

La Republica News

Il mantra dell’emergenza coronavirus “nessuno resti indietro” per lei è pane quotidiano. Ma soprattutto è il volto della sorella Noemi che dalla nascita convive con una disabilità neurologica e cognitiva. Martina Carini, 12 anni, alunna dell’istituto comprensivo Giovanni Falcone, nel quartiere Zen 2 di Palermo, è diventata la sua “insegnante di sostegno” durante i mesi di lockdown senza scuola. Ogni giorno, al posto suo, si collegava in videochiamata con la vera prof di sostegno che in classe seguiva Noemi, prendeva la consegna dei compiti e nel pomeriggio la faceva studiare per inviare poi tutte le verifiche all’insegnante, sempre presente anche se a distanza. Dopo aver fatto i suoi compiti, ovviamente. Più velocemente possibile, in modo da dedicarsi alla sorella, di un anno più grande, che aveva più bisogno e che certo più di lei, con le lezioni a distanza, rischiava di rimanere indietro.Tutto moltiplicato per due: lezioni e compiti. Martina e Noemi ora sono state promosse. L’anno prossimo frequenteranno la seconda media. Sempre insieme. Sorelle e compagne di banco dalla quinta elementare. Ha deciso così la mamma, Antonina Mangione, che con una famiglia numerosa sulle spalle ha tante difficoltà a seguire le figlie negli studi e ha una grande fiducia in Martina. “Sono orgogliosa di loro, del loro rapporto e dei loro traguardi. Vanno avanti insieme, grazie alla dedizione di Martina”, dice la mamma. Per la dodicenne seguire la sorella maggiore è una gioia. “Mi sembra la cosa più normale del mondo, è un po’ pigra e si distrae facilmente. Anche in aula, alla prima occasione, scappava sempre dal banco per arrampicarsi da qualche parte. E anche a casa, quando la scuola ha chiuso, faceva la stessa cosa. Odia stare seduta. Ecco perché seguire le lezioni con il telefono per lei era impossibile”. Così ci ha pensato Martina, che va benissimo in tutte le materie e ama soprattutto la Storia e l’Italiano. La Matematica è “facilissima” e per la Geografia e le Scienze “basta poco”. Insomma, una studentessa modello. Da esempio non solo per Noemi, ma anche per tutta la classe. “Da grande – dice Martina – mi piacerebbe diventare una maestra. Ho molta pazienza, mi piace spiegare le cose e mi faccio sempre tante domande”. Lo dimostrano i post delle lezioni in diretta Facebook piene dei suoi commenti. “So che per diventare maestra devo continuare a studiare anche dopo la terza media – dice Martina – Mi piacerebbe tanto fare il liceo, magari in una bella scuola, dove potrei fare nuove amicizie e crescere. Certo, dallo Zen è difficile spostarsi per raggiungere il resto della città e i libri del liceo costano”.Dalla scuola Falcone parte perciò un appello perché Martina e Noemi possano continuare a studiare anche dopo le medie. “Sarebbe bello – dicono Giovanna Corrao, insegnante di Lettere, e Cinzia De Luca, di sostegno – se qualcuno si facesse carico di una borsa di studio in grado di garantire loro gli spostamenti quotidiani per andare al liceo, il primo ostacolo per i ragazzi che abitano allo Zen, e il costo dei libri. Noi non le molleremo neanche dopo le medie, ma abbiamo bisogno di altri aiuti per seguirle anche in futuro”.Per le professoresse, Martina ha compiuto un piccolo miracolo. “La didattica a distanza – dicono – per quanto preziosa in un periodo difficile come il lockdown, ha rischiato di acuire le differenze e di creare maggiori difficoltà a chi ne ha già, come i ragazzi che in classe hanno il sostegno o che non hanno dispositivi tecnologici adeguati. Martina ha colmato questo gap. Senza di lei, Noemi avrebbe perso tanto. Anche in classe è sempre stata preziosa per dialogare con l’insegnante di sostegno di Noemi”. Se Martina ha la passione per Italiano e Storia, Noemi ama soprattutto lo sport. “Potrebbe fare atletica, è molto portata”, dice la mamma. Ma anche per praticare uno sport in modo assiduo servono risorse. L’ultimo dono delle insegnanti è un libro di fiabe di autori siciliani, a partire da Giuseppe Pitrè. “Leggere mi piace un sacco – dice Martina – E leggo anche ad alta voce per Noemi. Anche a lei piacciono molto le favole. Le leggerò anche questo libro che ci hanno regalato le professoresse”. Noemi la ascolta sempre e la guarda negli occhi come se aspettasse indicazioni su cosa fare. In quello sguardo c’è un mondo fatto di amore e piccoli gesti quotidiani. Un mondo dove lo studio è solo un pretesto per scommettere sul futuro. Martina e Noemi ci scommettono insieme.  


Go to Source

Commenti l'articolo

Rispondi