Paolo Becchi incalza il fronte pro-Mes: “Perché indebitarsi col fondo e non con le nostre banche?”

Libero Quotidiano News

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28 luglio 2020

I Non capita quasi mai che un ministro delle Finanze dica che rimane senza soldi in cassa, come se lo Stato fosse una famiglia o un’azienda a cui nessuno fa più credito e non sa come pagare le bollette. Ma Gualtieri lo ha detto: «Con altri 25 miliardi di deficit il Mes diventa cruciale per evitare problemi alle casse dello Stato» Lo Stato italiano incassa circa 750 miliardi l’anno di tasse, ma grazie al “lockdown” possono essere 100 miliardi in meno, per cui per coprire il deficit deve emettere quest’ anno almeno 100 miliardi circa di titoli in più. 

Gualtieri dice che sono troppi e non vuole emetterne altri, per cui rimaniamo senza soldi in cassa a settembre (se non attingiamo ai 34 miliardi e rotti del Mes). Se Gualtieri questo mese emette altri 34 miliardi di Btp cosa succederebbe di male? Al momento il governo paga di interessi solo 1,1% sui Btp a 10 anni e -0,1% sui Bot a un anno e quando tiene un’asta offre ad esempio 15 miliardi e le richieste sono per 50. Se vendi 100 miliardi di titoli in un anno e ne hai già più di 2.000 miliardi in giro, ma paghi quasi niente di interessi, ne puoi emettere anche 30 di più: siamo nell’era dei “tassi negativi” in cui lo Stato non paga, ma viene pagato lui se si indebita. Si dirà: è grazie alla Bce, se con la liretta emettessimo 200 miliardi di titoli la valuta sprofonderebbe… 
La Gran Bretagna prenderà a prestito 320 miliardi di sterline nel 2020, l’equivalente di 360 miliardi di euro, due volte e mezzo i 140 miliardi di Gualtieri. Quanto pagherà di interessi su questa cifra enorme? Zero. Perché la Banca di Inghilterra stampa sterline e li compra lei. La sterlina sprofonda vedendo 360 miliardi di titoli emessi? No. Gualtieri avrebbe potuto dare un’occhiata al bilancio delle due maggiori banche italiane, Unicredit e Intesa, e notare che hanno accumulato 130 miliardi di cash. L’obbligo per le banche di tenere cash per esigenze di cassa è l’1% del bilancio e potrebbero operare con 30 miliardi, diciamo. Se hanno 100 miliardi in più del necessario, che non utilizzano, è perché gli italiani hanno portato in banca altre decine di miliardi e la Bce ha dato loro altri 200 miliardi e rotti a tasso di -0,5% perché li prestino. 

Dato che di prestiti alle aziende ne hanno dati (garantiti dallo Stato e finanziati dalla Bce) solo per 50 miliardi e dato che i mutui li hanno ridotti, il risultato è che le banche sono piene di cash. Parliamo di 200 miliardi circa. Se quindi il ministro delle Finanze ha bisogno di una trentina di miliardi, invece di rivolgersi al Mes, può chiamare gli ad delle banche e farsi dare 30 o 40 miliardi senza neanche passare per il mercato e vendere Btp. Enel, Eni, Telecom o Mediaset ottengono prestiti intorno all’1% e visto che le nostre banche sono piene di soldi che non usano, lo Stato, se proprio non vuole emettere nuovi Btp per paura dello spread, può farsi dare un normale prestito. Ragionamento troppo difficile per un prof. di storia?

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