Papa Francesco i gay e la tenerezza

Papa Francesco, i gay e la tenerezza

La Republica News
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«Il papa apre il suo cuore ai gay e riconosce loro pari dignità sociale, morale e religiosa. ‘Gli omosessuali sono figli di Dio e hanno diritto di essere in una famiglia. Sono favorevole alle unioni civili’. Finalmente l’autorevole voce del Papa dichiara ingiusta la lotta che tanti continuano a fare contro i gay. E poi cosa chiedono? Quali sono i privilegi che invocano? Soltanto vedersi riconosciuti quel minimo di diritti civili che le leggi stabiliscono per tutte le coppie. Chiedono di non essere più ghettizzati e di vivere alla luce del sole. ‘Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato’. Gesù Cristo nel dire ciò non ha fatto distinzioni di sesso, di razza o di censo. Finalmente la Chiesa nella persona di un Papa coraggioso strappa il velo dell’ipocrisia e tende la mano misericordiosa ai nostri fratelli ‘altri’ sfidando mentalità legate a pregiudizi e a falsi concetti morali. Francesco sa che l’Amore, etero o gay che sia, è un inno non una canzonetta, i versi sono suoi, sua è la musica e chi lo impara a cantare diventa tutt’uno con la grande bellezza del creato».www.raffaelepisani.itLeggi tutte le QUESTIONI DI CUOREIo ce li ho proprio molti amici omosessuali, la frase che dicono di solito quelli che poi aggiungono una villanata: e meno male che li ho, perché sono i soli maschi che parlano pure con una donna anziana, mentre gli etero, anche se vecchi pure loro, le coetanee non le considerano vive. E neppure forse figlie di Dio. Mi permetto quindi di dire coraggiosamente la frase sbeffeggiata, per ricordare tra questi miei veri generosi amici, alcuni legati dai diritti civili, altri sposati in qualche Stato americano, almeno un paio di coppie di nonni che hanno perso la testa per nipotina o nipotino, come hanno sempre amato i figli, avuti da un matrimonio etero talvolta imposto dai genitori. Famiglie con i diritti delle altre, di tutte, anche dei criminali e dei preti stessi, di chi di famiglie ne ha tre o quattro come alcuni nostri politici molto mamma e papà, persino di quelli che pestano i gay e insegnano a farlo  ai figli: con più cautela magari contro i babbi e le mamme che i loro piccini li sbattono contro il muro o giù da un dirupo. A chi non è credente come me, Papa Francesco è simpatico anche per il fastidio e la rabbia che procura a chi è credente come lo erano Torquemada e prima ancora Innocenzo IV. Usa una bellissima parola scomparsa dal vocabolario dei siti, tenerezza. E con grande intelligenza evita la parola matrimonio, che per la Chiesa è un sacramento, ma auspica anche per i gay  il diritto all’amore e alla famiglia, la protezione della loro unione. Non una parola di più, ma mi permetto di sentire in questa sua apertura anche la condanna dell’omofobia, nella richiesta di una “copertura legale”, come ha detto, che si potrebbe interpretare anche come la necessità di una legge che la vieti.


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