Papa Francesco: no ai contratti da fame e allo sfruttamento

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È necessario contrastare lo “sfruttamento” dei lavoratori e “promuovere il lavoro femminile, per favorire l’ingresso dei giovani nel lavoro, con contratti dignitosi e non da fame”. Lo ha detto papa Francesco, che il prossimo 19 dicembre riceverà una delegazione della Cgil guidata dal segretario generale Maurizio Landini.

“Nessuno deve sentirsi escluso dal lavoro”, ha detto Jorge Mario Bergoglio al Movimento cristiano lavoratori che ha ricevuto in Vaticano in occasione del 50esimo anniversario di fondazione. “Non manchi il vostro impegno per promuovere il lavoro femminile, per favorire l’ingresso dei giovani nel lavoro, con contratti dignitosi e non da fame, per salvaguardare tempi e spazi di respiro per la famiglia, per il volontariato e per la cura delle relazioni. Per favore cacciate via ogni forma di sfruttamento”.

Oggi è emerso intanto che Papa Francesco riceverà la Cgil il prossimo 19 dicembre. A settembre scorso aveva ricevuto Confindustria.

Zuppi: non so se ci ricapiterà un’opportunità come il Pnrr

“La pandemia e la guerra hanno reso il clima sociale più cupo e pessimistico”, ha detto il Papa al Movimento cristiano lavoratori. E il lavoro “attraversa una fase di trasformazione che va accompagnata. Le disuguaglianze sociali, le forme di schiavitù e di sfruttamento, le povertà familiari a causa della mancanza di lavoro o di un lavoro mal retribuito sono realtà che devono trovare ascolto nei nostri ambienti ecclesiali. Sono forme più o meno di sfruttamento, diciamo le cose per nome”, ha detto Francesco, accolto dagli applausi dei presenti.

Sempre questa mattina il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, ha affrontato il tema del lavoro precario nel corso del 71esimo convegno di studio dell’Unione giuristi cattolici italiani che si svolge all’università Lumsa. “Ci sono milioni di italiani in condizione di povertà e quindi la vera soluzione è quella del lavoro”, ha detto l’arcivescovo di Bologna: “come ripete sempre papa Francesco l’emergenza è aiutare per dare quello che serve per vivere, ma poi bisogna dare il lavoro e la dignità del lavoro e che sia un lavoro non precario, il più possibile per tutti e aggiungerei anche il problema della sicurezza del lavoro, ci sono troppe morti”.

Il porporato, che presentando il rapporto Caritas sulle povertà lo scorso ottobre aveva fatto appello a mantenere il reddito di cittadinanza, oggi ha sottolineato che sono necessari “la concertazione e il confronto”, mettendo in evidenza che “il Pnrr è 10 volte il Piano Marshall, quello sul quale i nostri genitori hanno costruito il nostro benessere, perché hanno pensato a chi veniva dopo di loro. Non credo che si ripeterà un’opportunità come questa nei prossimi decenni. Bisogna invece evitare la logica opportunistica, tragicamente intrappolata dalla miopia del presente, perché se uno pensa solo all’immediato tutto diventa volatile”.

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