Parentopoli al Campidoglio, Lemmetti sistema la fidanzata: ora rischia il posto

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 Il maldestro tentativo di allestire una piccola parentopoli grillina svanisce sul nascere. Le opposizioni, dal Pd a Fratelli d’Italia, attaccano a testa bassa. E ora la sindaca, sotto pressione e con una bomba da disinnescare a poco più di 6 mesi dalle Comunali, è pronta anche a mosse drastiche. Persino ad allontanare dalla giunta l’assessore al Bilancio, Gianni Lemmetti, accusato di aver fatto assumere la sua compagna dal Campidoglio a spese dei romani.

Roma, la compagna di Lemmetti assunta dal collega assessore: “In segreteria con Montuori”. Raggi: “Faccia passo indietro”

Il patatrac è scoppiato mercoldì sera. Quel giorno è stata votata un’infornata di assunzioni negli staff degli assessori. Una serie di nomine tra le quali c’è anche quella di Silvia Di Manno, 44enne libraia di Pietrasanta e soprattutto fidanzata di Lemmetti.

A ingaggiarla come segretaria politica con un contratto da 23 mila euro alla fine è stato Luca Montuori, titolare dell’Urbanistica. Ma, stando a quanto filtra dal Campidoglio, il curriculum di Di Manno sarebbe stato proposto a destra e manca nelle ultime settimane.

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Ieri, a caso ormai scoppiato, è arrivato l’intervento di Virginia Raggi. Prima la telefonata a Lemmetti: «La tua compagna deve fare un passo indietro. Altrimenti revocherò io la nomina » . La replica dell’assessore? Avrebbe abbozzato una difesa della compagna, poco gradita alla sindaca. Da qui la riunione con il capostaff, Max Bugani.

Già, proprio l’ultragrillino che nel 2011 si scagliava contro il nepotismo in politica sul Blog delle Stelle. In ballo c’è il futuro dell’assessore al Bilancio. Non quello del collega all’Urbanistica, che nel corso della riunione a cui Raggi non ha partecipato per motivi personali avrebbe provato a chiamare e avvertire la prima cittadina. Come se la delibera Di Manno fosse stata portata in giunta all’ultimo minuto.

Mistero. Il giallo, però, non interessa troppo alle opposizioni. Lo scatto d’ira dell’inquilina di palazzo Senatorio è tardivo secondo dem e meloniani: «Nessuno crede che Raggi non sapesse » . Difficile mandare giù l’assunzione della fidanzata di Lemmetti per chi, piddini in testa, si è sentito urlare contro un ritmatissimo «onestà» ai tempi di Marino.

Non è un caso, allora, che proprio dal Pd arrivi la richiesta della convocazione di una commissione Trasparenza sull’ultima infornata di nomine. Verranno chiesti lumi all’assessore al Personale, Antonio De Santis, che ha firmato gli atti con tre dirigenti capitolini. Verrà presentata anche un’interrogazione alla sindaca. « Lei sa quali delibere vanno in giunta » , tuona un consigliere 5S, scettico sull’ira di Raggi e preoccupato per il vertice di maggioranza su Ama previsto per oggi alla presenza di Lemmetti. Balla il voto sui bilanci.

Dura Fratelli d’Italia. Per il consigliere Francesco Figliomeni, che ha già scritto all’avvocatura e presentato un accesso agli atti sul curriculum di Di Manno, « è patetica la sceneggiata di Raggi. Incolpa gli altri degli scivoloni commessi dalla giunta di cui è capo. Si dimetta o allontani gli assessori Lemmetti e Montuori ». La poltrona del primo trema.

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