Parlano le ragazze dei festini di Genovese Il suo braccio destro ci portava la droga

Parlano le ragazze dei festini di Genovese: “Il suo braccio destro ci portava la droga”

La Republica News
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Ha fatto il tampone il 7 novembre scorso, poche ore dopo l’arresto di Alberto Genovese. E ottenuto il referto negativo, ha lasciato Milano. Daniele Leali, l’uomo dei party e amico storico dell’imprenditore arrestato per stupro e sequestro di persona, allo stato non indagato, si è imbarcato ieri mattina alle 10 a Malpensa, insieme alla fidanzata, su un volo per Bali. Leali nell’isola indonesiana è di casa: i suoi canali social raccontano di un medesimo viaggio, dodici mesi fa. E non appena ha comunicato la sua partenza, è stato travolto da like e commenti. “Ottima scelta” ha scritto un’amica, spesso presente a viaggi e feste del cerchio magico di Genovese. Non la pensano allo stesso modo gli inquirenti che avevano intenzione di sentirlo nei prossimi giorni sulla notte di violenze tra il 10 e 11 ottobre scorso. “Ci vediamo a dicembre” con cuoricino annesso. Troverà orecchie interessate, ad attenderlo.Leali è al centro di tutti i racconti delle donne che hanno partecipato al party. Una di loro, che chiameremo Natasha, ne ha delineato il ruolo: “C’era della droga alla festa – ha messo a verbale – ad un certo punto, c’erano due piatti a disposizione per tutti. Li ha portati vicino al bar Daniele Leali: in uno c’era 2CB, conosciuta come “coca rosa”, e nell’altro “Kalvin Klain”, che è chetamina mischiata con cocaina”. Una figura da sensale, almeno secondo la versione della ragazza: “Credo che tutti si aspettassero che Leali la portasse in sala, nessuno si è spaventato o sorpreso della cosa”. Rassicurante, a modo suo. Tanto che Natasha, la notte del brutale stupro dell’amica, lo aveva preso a riferimento, per non correre rischi in quel delirio tossico: “Ho sempre seguito con i miei occhi il braccio destro del Genovese, Daniele Leali, per capire la situazione e se ci si poteva fidare”.
Anche una seconda ragazza lo cita. La chiameremo Sveva: è lei che ha raccontato, senza denunciarla, di una seconda presunta violenza subita a Ibiza, nel lusso di Villa Lolita, tra alcol e droghe dopo il viaggio in jet privato. Svegliatasi dall’incubo, piena di sangue e lividi, era stata avvicinata da altri partecipanti. “Tra questi è venuto anche Daniele Leali – spiegava – che si è seduto sul letto vicino a me e mi ha detto tutta una serie di cose del tipo ‘che loro si preoccupano non solo per me ma anche per Alberto, e che lo sanno che lui esagera e che come amico, lui e gli altri, gli dicono che esagera, ma che dall’altro canto io non ero una bambinetta sprovveduta e pertanto non mi sarei dovuta mettere in una situazione nella quale non volevo stare, e che noi dal nostro proviamo ad aiutarlo ma non possiamo fare molto'”.Titolare in Italia di un’impresa cancellata e di un’altra in liquidazione, Leali si definisce nelle interviste online “direttore e proprietario del Tipic Club, locale storico di Formentera”. Sui suoi profili social compare anche come proprietario del Aplaya Beach bar a Boracay, nelle Filippine, e come gestore del Prima cafè, il bar di Prima assicurazioni, la società di cui Genovese era presidente e amministratore prima della revoca mercoledì scorso da parte del cda. In attesa di poterlo risentire al suo ritorno, gli uomini della Squadra mobile, diretta da Marco Calì, stanno continuando a visionare l’hard disk dell’attico e sentire decine di amici di Genovese e di ragazze invitate alle feste. Due di loro hanno riferito voci di violenze simili a quella consumata nel superattico di piazza Santa Maria Beltrade. L’inchiesta del procuratore aggiunto Letizia Mannella e del pm Rosaria Stagnaro punta a certificare ulteriori violenze. E similitudini con la vicenda di Villa Inferno, a Bologna. Per questo, sono stati acquisiti gli atti dell’inchiesta emiliana del pm Stefano Dambruoso.


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