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Partigiani il 2 maggio a Dongo contro neofascisti che ricordano arresto Mussolini: Fiano (Pd): “Lamorgese vieti evento”

La Republica News
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Il Viminale e il prefetto vietino la manifestazione indetta dai nostalgici del fascismo domenica 2 maggio a Dongo, in provincia di Como, in occasione dell’anniversario della cattura di Mussolini e dei suoi gerarchi. A chiederlo alla ministra Luciana Laomorgese è il deputato Pd Emanuele Fiano, dopo che l’Anpi di Como e l’Anpi nazionale hanno convocato una contromanifestazione antifascista a Dongo, nella stessa giornata di domenica, in occasione dell’annunciato raduno neofascista convocato come ogni anno dai movimenti di estrema destra nell’anniversario della fucilazione del Duce nel 1945 dopo la Liberazione.

“Continuano a voler celebrare il fascismo del criminale Mussolini nonostante la storia abbia già parlato. Bisogna impedirlo. Ci sono Leggi e norme per impedirlo. E c’è la Costituzione. Se non è apologia questo allora l’apologia di fascismo non esiste”, scrive in un post su Facebook e in un tweet il deputato Pd, riprendendo l’articolo di Repubblica con l’annuncio della contromanifestazione indetta quest’anno dall’Anpi.

Non è il primo anno che viene convocato quetso raduno dei neofascisti, che convergono a Dongo con i vessilli e i simboli del Ventennio per una marcia, una messa e il rito del “presente” con le braccia tese nel saluto fascista. La messa viene celebrata nella chiesetta di Giulino di Mezzegra, dove era era stato ucciso Mussolini, e dopo la liturgia i fascisti hanno intenzione di andare davanti alla villa Belmonte,dove fisicamente i partigiani spararono al Duce, la cui salma da lì venne caricata e trasportata a Milano per essere esposta a piazzale Loreto.

“Ieri insieme a Debora Serracchiani – spiega Lele Fiano – ho ricevuto il sindaco di Sant’Anna, Verona, che poi al presidente della Camera ha consegnato 250mila firma che sostengono il disegno di legge popolare per il contrasto all’apologia di fascimo (che riprende il testo della legge Fiano). E il giorno dopo vedo questa celebrazione chiaramente di  apologia di fascimo, organizzata a Dongo: chiamerò quindi la ministra Lamorgese chiedendole che inviti il prefetto a vietare la manifestazione”

A convocare il presidio antifascista intanto era stata l’Anpi di Dongo, che da giorni chiede alle autorità di vietare il raduno dei nostalgici di Mussolini, che ogni anno convergono sulla cittadina lariana con i vessilli e i simboli fascisti per una marcia, una messa e il rito del “presente” con le braccia tese nel saluto fascista. La messa viene celebrata nella chiesetta di Giulino di Mezzegra, dove era era stato ucciso Mussolini, e dopo la liturgia i fascisti hanno intenzione di andare davanti alla villa Belmonte,dove fisicamente i partigiani spararono al Duce, la cui salma da lì venne caricata e trasportata a Milano per essere esposta a piazzale Loreto.

L’Anpi da giorni chiede alle autorità di vietare l’appuntamento e i appoggio a questa richiesta sono state fatte due interrogazioni parlamentari, una alla Camera e una al Senato, firmate una di senatori Ruotolo De Petri ed Errani, la seconda dall’onorevole Andrea De Maria, ex sindaco di Marzabotto.

Raduno a Dongo per l’anniversario della morte di Mussolini, l’Anpi: “Fermate la manifestazione”

Ma ci saranno anche i partigiani in piazza a Dongo, domenica mattina. “Ci ritroviamo in piazza Paracchini per un presidio democratico contro l’arrivo annuale di questi personaggi che scendono a Dongo tutti gli anni, da tutta la Lombardia. Fra loro ci sono anche molti volti noti dell’area neofascista, di Forza Nuova e di Casa Pound – dice Antonio Proietto, segretario provinciale dell’Anpi di Como – E’ la solita  l’adunata fascista e noi non ci stiamo a lasciar passare anche questa provocazione. Ormai continuano a manifestare in sfregio alla Costituzione e ai valori democratici. Stasera saranno nell’anniversario della morte di Sergio Ramelli a Como, a viale Geno, dove è stata intitolato uno spazio al militante ucciso negli anni Settanta. Dobbiamo dimostrare che ci siamo, non possiamo stare in silenzio”.

Stamattina i rappresentanti dell’Anpi saranno ricevuti dal prefetto di Como, Andrea Polichetti, che sicuramente disporrà come negli anni passati la presenza delle forze dell’ordine in piazza a Dongo per evitare incidenti.

“La libertà di espressione è un sacrosanto diritto, conquistato proprio con il sacrificio di milioni di morti che hanno combattuto per sconfiggere le dittature del nazifascismo – denuncia l’Anpi di Dongo – . Eventi nei quali queste dittature sono celebrate e propagandate nelle pubbliche strade da gruppi organizzati. Vogliamo che Dongo sia simbolo di una permanente civile resistenza. Sia luogo di conoscenza di quelle ultime tragiche giornate che hanno visto la fine della dittatura, la rinascita della democrazia e la nascita della Repubblica, che quei giorni di fine aprile siano celebrati come momento di confronto e di approfondimento della Storia e dei valori della Resistenza, della Costituzione e della democrazia nata con essa”.



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