Pd, al via l’assemblea dei deputati con Letta. Si cerca intesa sui capigruppo. Delrio: “Pronto a farmi da parte”

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Al via alla Camera l’Assemblea dei deputati con il segretario Enrico Letta, arrivato poco prima delle nove. Si tratta del primo incontro fra i deputati e il neo segretario che, nei giorni scorsi, ha chiesto che venga scelta una capogruppo donna. Prima dell’inizio dell’assemblea, Letta ha avuto un colloquio col capogruppo, Graziano Delrio che ha rivendicato il lavoro fatto in questi anni, anche nel passaggio dal Conte I al Conte II. Il Gruppo del Pd alla Camera ha sempre rispettato le scelte del segretario Nicola Zingaretti e il segretario ha rispettato l’autonomia del Gruppo, ha osservato Delrio. Che sulla parità di genere si è detto pronto a farsi di parte: sarebbe infatti disponibile a rinunciare al suo incarico sottolineando che si deve aiutare il segretario a perseguire l’obiettivo della parità di genere. E Letta ha rivadito la necessità di “fare del Pd il partito guida di una nuova idea di progresso in Europa. Se condividiamo questa ambizione di giocare una simile partita in Europa non possiamo accettare di avere tutti uomini ai nostri vertici. In Europa la questione di genere è cruciale, la diversità rende più credibili, moderne, innovative le classi dirigenti”.

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Per l’ex premier, il Pd deve mettersi a capo di un’idea nuova di progresso in Europa e in quanto tale deve farsi interprete di un modo nuovo di vivere la parità di genere. Il segretario dem parlando al gruppo parlamentare della Camera dei Deputati, è tornato a chiedere che le donne siano messe in grado di svolgere una funzione di guida. Nei giorni scorsi, infatti, era arrivata la sua richiesta di eleggere due donne come capigruppo alla Camera e Senato. Un cambio che ha colto molti di sorpresa, in primis gli attuali presidenti Marcucci e Delrio, che ora è pronto però al passo indietro. Letta lo ha ringraziato “per come sta gestendo questo passaggio, dimostra che siamo un grande partito”.

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Ma per votare le due donne che prenderanno il loro posto bisognerà aspettare ancora qualche giorno. È sfumata per mancanza di accordo il blitz che già oggi, secondo i piani di Enrico Letta, avrebbe dovuto portare alla sostituzione dei capigruppo di Camera e Senato. Bisognerà aspettare quindi una settimana al massimo. Al Nazareno hanno fatto i conti: su 11 incarichi al vertice delle istituzioni (italiane ed europee, inclusi ministri e governatori) i maschi sono 11.

“Qualunque scelta farà sulla donna da eleggere sarà per me la migliore perché il rispetto dell’autonomia del gruppo è per me fondamentale”, ha scritto il deputato del Pd, Stefano Ceccanti, su Twitter riportando le parole del segretario Pd durante l’assemblea del Gruppo della Camera.

E ancora, ha twittato Ceccanti: “Il punto chiave è avere Next generation Ue permanente, un debito europeo comune. Il quadro risolutivo delle scelte è quello europeo e le nostre scelte, grande partito di un grande Paese, vanno viste in quella chiave”. “L’arrivo di Draghi dentro il Consiglio europeo, con tutta la stima che abbiamo per Giuseppe Conte che vedrò domani, à un segnale di un’Italia che può giocare lì un ruolo chiave, mentre la Germania è sotto elezioni a settembre e la Francia a maggio 2022″, ha postato ancora il deputato del Pd.

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