Pd e dimissioni Zingaretti, Cirinnà: “Una prova di coraggio, ma ci ripensi subito”

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Monica Cirinnà, le dimissioni di Nicola Zingaretti da segretario del Pd sono un fulmine a ciel sereno? 

“Nicola ha spiazzato tutti con una grandissima prova di coraggio, lui che viene sempre accusato di essere prudente e cauto. Ha invece dimostrato di volere agire il conflitto fino in fondo. per arrivare a un chiarimento vero che va al di là della propria persona e del proprio destino. È qui il coraggio”. 

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L’Assemblea dei mille delegati del 13 e 14 marzo crede che rifiuterà le sue dimissioni? Lì Zingaretti ha la maggioranza. 

“L’Assemblea arriverà tra dieci giorni e in questi dieci giorni può accadere di tutto. Il popolo dem ribolle e sta crescendo la richiesta: Nicola ripensaci. È impossibile credere che dopo solo due anni dalla vittoria con circa il 70 per cento alle primarie del 2019, il segretario sia abbattuto dal fuoco amico subdolo e privo di argomenti politici. Sullo sfondo di questo fuoco amico c’è solo una questione di potere legata ad elementi noti: la riduzione del numero dei parlamentari, l’evidente difficoltà di una riforma elettorale proporzionale e il desiderio della minoranza dem di riposizionarsi al centro con accordi e accordicchi con i soliti noti picconatori. Infine la questione delle questioni: chi farà le prossime liste elettorali”. 

In pratica il segretario dimissionario dovrebbe ripensarci subito, prima dell’Assemblea? 

“Tutti glielo stanno chiedendo: i militanti, i circoli, e tutti noi che lo abbiamo sostenuto”. 

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Anche i toni usati da Zingaretti sono molto duri nei confronti del suo partito, si parla di posti e appunto di potere. Ma c’è anche una questione di linea politica e di evidente disagio, non crede?  

“Il disagio politico è ovunque. Non solo nel Pd. Il governo Draghi è di fatto estraneo alle logiche politiche e di partito e si è visto nella scelta dei ministri e nella composizione del governo”. 

Però il congresso con tanto di primarie è stato chiesto anche da Goffredo Bettini, consigliere di Zingaretti e alla cui corrente lei appartiene. 

“Il Pd ha bisogno di un congresso politico, con le primarie, le candidature, dal quale deve uscire ribadendo i suoi valori e si deve rifondare”. 

Con Zingaretti un’altra volta in campo? 

“Speriamo che lo voglia fare”. 

Potrebbe invece candidarsi al Campidoglio, lasciando la presidenza della Regione Lazio? È una delle voci che circolano, anche se lui ha sempre smentito. 

“Nicola è a mio parere uno dei migliori amministratori che abbiamo in Italia. Se lo volesse fare sarebbe una vittoria per il centrosinistra. Io però lo preferirei alla guida del Pd”.

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