Pd, la ricetta di Letta alla prima segreteria del partito: “Diciamoci le cose in faccia, non sui giornali”

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“Lui è stato il mio coach sportivo. Mauro, alza la palla”. Enrico Letta la palla la passa subito a Mauro Berruto, l’ex allenatore della nazionale italiana di volley maschile cooptato nella segreteria del Pd con la delega allo Sport. La “squadra” di Letta si è riunita stamani per la prima volta: i 18 componenti della segreteria erano alcuni in presenza al Nazareno, altri collegati online. E Il battesimo comincia proprio da qui: dall’esortazione del neo segretario al gioco di squadra. 

“Le cose diciamocele in faccia in un dialogo tra di noi, non attraverso i giornali”, è il primo appunto di Letta, tanto per chiarire dove sta la barra del nuovo Pd, che si propone di fare strike della lotta tra correnti. “La questione-capigruppo sta per risolversi”, annuncia Letta alle 10 del mattino, prima del passo indietro di Andrea Marcucci, finora alla guida dei senatori dem.  

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Il clima è sereno. “C’è subito da rimboccarsi le maniche , il momento è storico e non possiamo sbagliare”, commenta Enrico Borghi, responsabile sicurezza, molto vicino al ministro Lorenzo Guerini che è a capo della corrente Base riformista. Letta invita a individuare le priorità che sono piano vaccini, scuola, l’affaire sanità Lombarda, le amministrative e la campagna di consultazione nei circoli e nelle agorà democratiche. Tutti dossier da preparare per la prossima riunione, martedì, in base alle diverse competenze. Ma prima – dice il segretario – ciascuno si presenti. 

Così ogni componente della squadra del Pd prende la parola per dire in tre minuti chi è e quali competenza ha. E’ il metodo Sciences Po, la scuola internazionale di studi politici diretta fino a poche settimane fa da Letta? Francesco Boccia, l’ex ministro degli Affari regionali, che in segreteria ha appunto la responsabilità degli enti locali, risponde all’appello e scherza: “Sono Francesco Boccia e posso dire che il Pd mi ha cambiato…”. Cecilia D’Elia, delega alle Pari opportunità, argomento cruciale per il Pd: “Sono portavoce della conferenza delle donne, ho una esperienza di amministratrice locale, mi sono occupata di pari opportunità e cultura, sono un’attivista femminista”. Chiara Braga, responsabile della Transizione ambientale, dice che davvero bisogna essere operativi subito. In prima linea ci sono Antonio Nicita (Piano di Riforma e Resilienza) e Antonio Misiani (Economia), a cui tocca mettere subito mano alle proposte dem per il Recovery Plan. Però la priorità delle priorità sono Salute e Scuola. Pertanto Sandra Zampa, ex sottosegretaria alla Sanità e ora responsabile Salute in segreteria, e Manuela Ghizzoni, con la delega alla Scuola, sono chiamate in prima linea. 

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Sulla scuola le proposte da preparare per la riapertura, nel rispetto che la situazione sanitaria e l’epidemia impongono. Sul piano vaccini, la necessità che il personale sanitario sia vaccinato e, se si rifiuta, deve cambiare mansione: non può stare accanto ai malati. Ci sono i due vice segretari: Peppe Provenzano al Nazareno e Irene Tinagli. A loro spetterà battere il tempo per coordinare il piano operativo della squadra di Letta. 

Una cosa sta molto a cuore al segretario: il vademecum di proposte inviato ai circoli per costruire le “agorà democratiche”, ovvero una campagna di ascolto. Stefano Vaccari, il responsabile dell’organizzazione, calcola: “La consultazione dei circoli già prevede centinaia di assemblee con migliaia di partecipanti”. 

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