Pd, pressing dei dem in Toscana per la candidatura di Letta a Siena

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“Un pensierino su Siena sono certa che Enrico Letta lo sta facendo. Comunque quando lo incontrerò, mi auguro presto, insisterò perché si candidi alle suppletive. Per noi sarebbe un onore e sarebbe una bellissima opportunità per il territorio”. Simona Bonafè, la segretaria dem toscana, è in pressing. Nel seggio della discordia – quello lasciato libero da Pier Carlo Padoan, oggi a Unicredit, e che Nicola Zingaretti aveva offerto all’ex premier Giuseppe Conte – un candidato naturale c’è: è il neo segretario Letta. Pisano, con la Toscana nel cuore: fa notare sempre Bonafè, scorrendo l’intervista che Letta ha dato domenica al Tirreno, lo storico quotidiano di Livorno, in cui tra l’altro liquida i due capigruppo di Camera e Senato, Delrio e Marcucci. Ma parla pure di questioni toscane, come la disputa sui due aeroporti. Non solo. Letta ricorda che ha ricominciato a fare campagna elettorale nello scorso settembre “proprio a casa mia, in Toscana, perché l’ho ritenuto importante, quando ho avvertito che in Regione potesse vincere la Lega”. 

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Bonafè, ex renziana e eurodeputata, si era schierata senza mezzi termini con il Pd senese, che di Conte candidato del centrosinistra al seggio per le suppletive della Camera, non voleva sentire parlare. I senesi hanno rivendicato candidati locali. “Noi preferiamo qualcuno che qua ci torni a dormire la notte”, era la battutaccia dei dem di Siena. Adesso la faccenda è tutt’altra. “E’ chiaro che il segretario nazionale rappresenta tutti, e a maggior ragione se è un toscano come Letta”, spiega il segretario provinciale senese, Andrea Valenti. Valenti aspetta a sua volta di avere un colloquio con Letta. “Almeno un colloquio preliminare”, afferma, ritagliandosi in quanto segretario provinciale del Pd il ruolo di anello di congiunzione “tra il territorio e il livello nazionale”. 

A chi glielo ha chiesto espressamente, Letta ha risposto che ancora non ci ha riflettuto. Susanna Cenni, la deputata di Monteroni d’Arbia e eletta nel collegio di Poggibonsi, cooptata in segreteria da Letta con la delega all’Agricoltura, gliene ha parlato giovedì scorso.  “Ho chiesto a Enrico se poi aveva valutato la sua candidatura a Siena. Ma non ci aveva ancora messo la testa. Per noi sarebbe importante”. Le suppletive per la Camera a Siena si terranno in ottobre, così come tutte le altre amministrative, quindi c’è tempo per una scelta. 

Però anche al Nazareno dicono che se il segretario del partito siede in Parlamento è meglio. Al netto del fatto che Letta non ha altri compensi, avendo rinunciato a tutti gli incarichi. I segretari del Pd non hanno uno stipendio, ma solo rimborsi per le spese vive. Tuttavia sarebbe soprattutto una carta e una opportunità politica che al leader non deve mancare: è il ragionamento dei dem. 

Letta ha annunciato che si dà ancora una settimana di tempo prima di affrontare il dossier amministrative, dentro al quale c’è anche il collegio di Siena per le suppletive. 

E Giuseppe Conte? Il seggio di Siena era ormai cosa archiviata per l’ex premier e capo in pectore di 5Stelle. Letta ha comunque in agenda un incontro con Conte sulla situazione politica e le alleanze. Di certo Siena sarebbe un banco di prova: potrebbero mai i 5Stelle non fare fronte con il Pd a sostegno del segretario Letta?  

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