Pd, Zingaretti al governo e agli alleati: “Basta con i ritardi e gli attacchi”

La Republica News

“In quest’Italia di parolai, voltagabbana, twittaroli, il Pd rappresenta ovunque l’unica garanzia contro l’avanzata delle destre, altri non li ho visti”, dice il segretario dem Nicola Zingaretti chiudendo la festa dell’Unità a Modena. “Non è in gioco un governo o un leader, ma la tenuta del Paese”, aggiunge e avverte M5S e governo: “Chiederemo rigore assoluto al governo che sentiamo nostro e sosteniamo ma ora dovremo dire basta ai troppi se, alle attese e ai ritardi e ai nostri alleati mi permetto di dire: basta con l’ipocrisia di essere alleati ma in tv fare la parte degli avversari perché questo logora. Serve progettualità: non si fugge da questo. Se la posta in gioco è questa, occorre un passo in avanti. Siamo uniti non per occupare poltrone ma realizzare un programma di rinascita e giustizia italiana. Non abbiamo molto tempo”.Al fianco di Zingaretti, il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. I due si sono salutati come compagni di vecchia data: le scintille degli ultimi giorni sono state messe da parte in nome di un messaggio forte e chiaro da dare soprattutto agli alleati, ma anche per serrare le fila nel partito in vista del delicatissimo appuntamento di domenica prossima, quando, oltre che per il referendum costituzionale, si voterà in sette Regioni.Per non far vincere la destra, Zingaretti si è appellato al voto utile: “Agli elettori delle forze politiche alleate dico: rimanete con le vostre identità ma di fronte a sistemi a turno unico io vi domando cos’altro deve accadere per non far scattare ora la parola unità per fermare le destre in tutto il Paese. È possibile farlo attorno alle candidature più competitive. Non buttiamo nessun voto”.Poi, una volta archiviate le elezioni, si potranno affrontare le altre questioni, a cominciare da un’azione di governo da rilanciare e non solo per spendere al meglio i soldi che arriveranno dall’Europa, ma anche per indurre l’esecutivo a “riaprire una stagione di rinascita”. Il Pd, ha detto a seguire, è pronto a “combattere” per ottenere i fondi del Mes, al cui accesso il Movimento 5 Stelle continua a dirsi contrario.Al di là degli esponenti che hanno annunciato il loro ‘No’ al referendum, il Pd ha risposto presente all’appello, sia fra chi era presente (oltre a Bonaccini il ministro Enzo Amendola e il vicesegretario Orlando), sia fra chi non c’era, come Dario Franceschini, che ha comunque applaudito alle sue parole.Rimane al momento fra parentesi, invece, il tema dell’organizzazione del partito: Zingaretti ha invitato i giovani a creare “una nuova base” e ammesso “ritardi nell’innovazione”. Dopo le critiche dei giorni scorsi il primo a raccogliere l’appello alla mobilitazione per le Regionali è stato proprio Stefano Bonaccini. “Mettiamoci tutti a disposizione, c’è la settimana decisiva”, aggiungendo però che “ci sono tutte le caratteristiche per vincere in ogni territorio: d’altronde se hai paura è meglio cambiare mestiere”.


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