Pensioni, nel 2021 spesi 313 miliardi. Il reddito medio a 19.443 euro

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Nel 2021 l’Italia ha speso 313 miliardi per le pensioni, l’1,7% in più dell’anno prima arrivando a rappresentare il 17,6% del Pil. E il reddito medio lordo annuo dei pensionati è di 19.443.

Sono i numeri che emergono dalla pubblicazione Istat sul sistema previdenziale. “Al 31 dicembre 2021 – vi si legge – sono stati spesi 313 miliardi di euro per 23 milioni di prestazioni a favore di oltre 16 milioni di pensionati. Il 37,2% dei pensionati vive in coppia senza figli, più di un quarto da solo (27,7%). Per le famiglie con pensionati, i trasferimenti pensionistici rappresentano, in media, il 64% del reddito familiare netto disponibile. L’età media dei pensionati da lavoro che dichiarano di essere occupati – uomini nel 78,4% dei casi – supera i 69 anni”.

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I diversi assegni

Se si guarda alla tipologia di assegni, il 90,5% della spesa complessiva (283 miliardi) è destinata alle prestazioni di invalidità, vecchiaia e superstiti (IVS). In particolare, il 72,6% del totale (227 miliardi) è rivolto al pagamento delle pensioni di vecchiaia e anzianità, il 13,9% alle pensioni ai superstiti (43 miliardi), il 4% a quelle di invalidità (13 miliardi). Il sistema registra poi altri 25 miliardi (8,2% della spesa complessiva) per la copertura di 4,4 milioni di prestazioni assistenziali (invalidità civile, accompagnamento, assegni sociali e pensioni di guerra) finanziate dalla fiscalità generale. Alle prestazioni di tipo IVS e assistenziali si aggiungono poi 4,1 miliardi (1,3%) erogati a copertura di quasi 700mila rendite dirette e indirette per infortuni sul lavoro e malattie professionali.

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In media nazionale si calcolano 267 pensionati ogni 1.000 abitanti, mentre il rapporto tra numero di pensionati e occupati è di 714 beneficiari ogni 1.000 lavoratori.

Il peso degli assegni: le donne indietro

Minore partecipazione al mercato del lavoro, carriere discontinue e conseguenti storie contributive più brevi e frammentate fanno sì che le donne siano la maggioranza sia tra i titolari di pensioni (55%) sia tra i beneficiari (52%), ma gli uomini percepiscono il 56% dei redditi pensionistici. In media, l’importo di una pensione di una donna è più basso rispetto a quello riservato agli uomini per lo stesso tipo di pensione (11mila contro 17mila) e i redditi mediani percepiti dalle donne sono inferiori del 28% rispetto a quelli degli uomini (14.529 contro 20.106 euro).

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Se si guarda al complesso, il valore mediano dell’importo annuo delle singole prestazioni pensionistiche è di 8.897 euro: significa che a metà delle prestazioni non supera quella soglia. Ciascun pensionato riceve in media 1,4 prestazioni, anche di diverso tipo. Nel 2020, si stima che in quasi una famiglia su due sia presente almeno un pensionato (oltre 11,8 milioni di nuclei); in particolare, nel 32,8% dei casi si tratta di un solo titolare di pensione e nel 13,1% di due e più.

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