Pensioni, Quota 102-104: arriva la bocciatura da parte dei sindacati

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I sindacati bocciano le proposte del governo in tema di pensioni. Cgil, Cisl e Uil si mobilitano contro Quota 102 e Quota 104. E non sono d’accordo nemmeno con la soppressione di Opzione Donna. La partita per il post Quota 100 rischia di essere ancora più complicata del previsto. La misura bandiera della Lega, che consente di lasciare il lavoro con almeno 62 anni e 38 di contributi, scadrà a fine anno, e si profila una lunga trattativa in vista della legge di bilancio.

La Cgil pretende un confronto con il governo considerando la proposta di Quota 102 e 104 poco vantaggiosa per i lavoratori. “La proposta Quota 102 e 104, se venisse confermata dal governo, costituirebbe una vera e propria presa in giro per i lavoratori. Con quei vincoli solo poche migliaia di persone nei prossimi anni potranno accedere alla pensione”, ha sottolineato il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli. Il sindacalista ritiene che il governo abbia preso sotto gamba il tema delle pensioni. “La priorità è quella di avere una vera riforma, che superi i limiti di Quota 100, che dia stabilità al sistema, garantisca una effettiva flessibilità in uscita, affronti il tema di donne, disoccupati e giovani, e la crescita del valore delle pensioni in essere”, ha evidenziato Ghiselli. La richiesta del sindacato è chiara, vorrebbe delle risposte più adeguate alle richieste contenute nella piattaforma unitaria. “Diversamente, non staremo con le mani in mano”, ha concluso Ghiselli. 

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“A fronte delle interlocuzioni che Cgil, Cisl, Uil hanno avuto nei mesi scorsi con il ministro del Lavoro, con vari gruppi parlamentari ed in ultimo con la Commissione lavoro della Camera per illustrare i contenuti della piattaforma unitaria sulla previdenza e le proposte sulla flessibilità, ci saremmo aspettati una maggiore attenzione da parte del Governo nell’affrontare il delicato tema delle pensioni”. È quanto sottolinea in una nota la Cisl. “Siamo davvero sconcertati – prosegue – di leggere sugli organi di stampa proposte come quota 102 o, addirittura oggi, quota 104 e la soppressione di opzione donna mentre continua a non essere chiaro che fine abbia fatto la rivalutazione delle pensioni in essere. Per la Cisl si tratta di ipotesi inaccettabili nel merito e nel metodo”. “In un Paese pesantemente colpito dalla crisi economica aggravata dalla pandemia, dove sono evidenti le tensioni che percorrono strati importanti della società, non può essere sottovalutato l’impatto che il tema delle pensioni può generare per migliaia di lavoratori e lavoratrici. Per questo – conclude la Cisl – ribadiamo la richiesta di un incontro urgente con il Governo per affrontare la questione previdenza nel suo complesso”.

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“Quota 102 è una beffa. Unita, poi, all’annunciata quota 104 fra due anni diventa un vero e proprio sfottò per milioni di lavoratori italiani”. Sono le parole del segretario confederale della Uil Domenico Proietti. “La platea interessata da questa ‘geniale idea’, infatti, è di poche migliaia di persone che hanno già avuto la possibilità di andare in pensione con quota 100. Per la Uil, dopo quota 100, è necessario introdurre una flessibilità di accesso alla pensione diffusa intorno a 62 anni – conclude -, utilizzando l’ottimo lavoro svolto dalla commissione istituzionale sui lavori gravosi”.

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