Pfizer firma la resa Tra una settimana vi ridaremo tutto

Pfizer firma la resa: “Tra una settimana vi ridaremo tutto”

La Republica News
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Le pressioni del ministro della Salute, Roberto Speranza, con l’Europa. E direttamente con la commissaria Stella Kyriakides: «Quello che sta facendo Pfeizer è inaccettabile. Non si può immaginare di spiazzare così un paese nel pieno della pandemia». La posizione del commissario, Domenico Arcuri, e i suoi contatti con l’Avvocatura per capire lo spazio di un contenzioso. E, nella notte tra sabato e domenica, una mail della multinazionale farmaceutica alla struttura commissariale per mettere nero su bianco quello che nel comunicato stampa era stato già annunciato: «Tutto – giura Pfizer – verrà ripristinato come da cronoprogramma».

La partita sulla fornitura del vaccino contro il Covid ha conosciuto nelle scorse ore una nuova puntata. Oggi saranno consegnate all’Italia 165mila dosi di vaccino in meno di quelle previste. L’azienda ha assicurato che si tratterà dell’ultima volta che accade: già da lunedì 25 dovrebbero tornare la consegna delle 470mila dosi previste. Ed entro metà febbraio si dovrebbero recuperare anche le 165mila perse. Fin qui la promessa. Che ieri è stata messa per iscritto seppur senza numeri e date precise. Una promessa che non convince la struttura commissariale di Domenico Arcuri: «Per noi – fanno sapere – il contenzioso non è affatto terminato. Anzi. Aspettiamo di vedere le dosi». Ma che arriva al termine di giornata molto intensa di incontri, scontri, mail e comunicazioni formali e informali, a conferma che quella vaccinale è prima di tutto una partita politica. Dopo la comunicazione di Pfizer di venerdì, con l’annuncio del taglio della consegna dei vaccini, dopo i due ritardi già riscontrati, il governo italiano si è mosso ufficialmente. Protestando con chi ha gestito gli acquisti: l’Unione europea. Il ministro Speranza ha sentito più volte la commissaria alla Salute Kyriakides esprimendo sconcerto per quanto avvenuto. E nello stesso tempo chiedendo immediatamente che la fornitura fosse ripristinata. «Mi assicurano che sarà così» gli ha detto ieri la Kyriakides. «Ripristineranno entro fine mese e al 15 febbraio vi sarà restituito tutto quello che vi è stato tolto». L’Italia, come ha ricordato ieri anche il professor Franco Locatelli, è partita benissimo con le vaccinazioni, «Tra Pfizer e Moderna – ha detto il direttore del Consiglio superiore di sanità – il Paese dovrebbe avere 9,5milioni di vaccini nel primo trimestre e 18 nel secondo. E con l’approvazione degli altri vaccini non ci sarà un problema in termini di numero di dosi». Il problema è che al momento tutto è sulle spalle di Pfizer. Moderna ha distribuito appena 47 mila dosi. Ne arriveranno 65 mila il 25 gennaio, 163 mila l’8 e 488 mila il 22. «Le regole di mercato si devono fermare davanti alla salute» ripete Arcuri. Che vuole dire? «Posso solo fare un sorriso…», ha detto ieri il commissario.

Il sospetto, sussurrato sotto voce da alcuni vicini al dossier ma smentito seccamente dalla multinazionale, è che Pfizer abbia messo sul mercato parte delle dosi inizialmente destinate all’Europa. Negli ultimi giorni i paesi del Golfo, per esempio, hanno annunciato un incremento di acquisti proprio nelle ultime settimane. «Ma le scelte commerciali di un’azienda – ha ripetuto il ministro Speranza agli interlocutori di Bruxelles – non possono in nessuna maniera cambiare un contratto già firmato. E bloccare una campagna vaccinale». Ne è consapevole anche l’Unione europea che però ha raccolto, e riportato, le scuse e le rassicurazioni di Pfizer: «Dalla prossima settimana torna tutto come previsto», promettono. In Italia aspettano: mentre c’è chi ha cominciato a fare conti: «Vediamo questa settimana chi, e dove, comprerà vaccini Pfizer…».



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