‘Piano B’, a Milano la mostra che racconta Berlusconi prima della discesa in campo

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Niente politica, solo l’uomo di impresa. Tutto quello che è successo prima della “discesa in campo”, e solo quello. Ma anche lì, stamane all’anteprima riservata alla stampa della mostra “Piano B”, si è vista solo la parte dedicata alla televisione e poi all’acquisizione della Standa, quindi all’ingresso di Silvio Berlusconi nel mondo della grande distribuzione. Mezz’ora di assaggio del documentario più che mostra – fotografie famose ridisegnate, o disegni tout court, con varie musiche e un commento piuttosto roboante – che dal prossimo 17 settembre sarà aperto anche al pubblico (pagante 12 euro) in un salone dell’Hotel Enterprise di Milano, per un’ora e 10 minuti di visione, in quello che viene definito come “viaggio immersivo”.

(fotogramma)

Significa assistere alla ricostruzione dell'”epica berlusconiana” (così si legge nel comunicato stampa) proiettata sulle 4 pareti del grande spazio vuoto. Visibile solo da 17 settembre anche la parte più interessante, ovvero quella degli inizi del Cavaliere, gli esordi come costruttore di Milano 2 e Milano 3, il volano del suo variegato business. “Una storia davvero epica (con tutti i suoi risvolti) che ritengo abbia impattato a fondo sul Paese”, spiega Edoardo Scarpellini del Gruppo MilanoCard, organizzatrice della mostra. “Forse l’ultimo vero imprenditore ‘classico’ del nostro Paese, prima dell’arrivo degli imprenditori-finanzieri”. “Al di là delle divisioni e delle polemiche dettate da contrapposizioni politiche e ideologiche, è un dato di fatto che Berlusconi ha cambiato l’immaginario dell’Italia”, dice Giuseppe Frangi, curatore di “Piano B”. Che premette: “Mai votato Berlusconi, e non mi riconosco nell’Italia che ha contribuito a plasmare. Abbiamo voluto calarci nello sguardo di chi negli anni ’70 e ’80 è stato conquistato da lui”.

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