Piccolo local e flessibile ecco come sara il supermercato del futuro

“Piccolo, local e flessibile” ecco come sarà il supermercato del futuro

La Republica News
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 ROMA –  Come sarà il supermercato di domani? Più piccolo, più local e velocissimo nella capacità di adattarsi alle richiese dei consumatori. Vincerà chi prima degli altri riuscirà a capire cosa vuole esattamente il cliente pugliese e cosa chiede invece quello veneto riuscendo, in entrambi i casi, a  portargli i prodotti in tempi stretti sugli scaffali del negozio sotto casa o  direttamente in cucina grazie alle ordinazioni on line. Il  modello “iper” già in crisi da anni, è stato definitivamente sconfitto dal Covid. Ora cresce “chi garantisce qualità e legame con il territorio”  assicura Maniele Tasca, direttore  generale di Selex, il gruppo costituito da 18 imprese associate e oltre 20 marchi (da A&0 a Familia, da Il gigante a Mercato) che nella classifica della grande distribuzione italiana  ha  appena strappato il secondo posto alla Coop battendola sulle quote di mercato (13,7% contro 13%).  In testa sempre Conad (14,6%). Un sorpasso legato all’ingresso di un nuovo socio (il consorzio Sun),  ma anche alla filosofia del gruppo.

Tasca, come funziona la vostra impostazione local?

“Usiamo le centrali d’acquisto, come tutti gli altri, ma la testa non è unica. In ogni regione ci sono responsabili che individuano le particolarità delle domanda locale e la coprono grazie a fornitori del territorio. La capacità di adattamento deve essere molto veloce, l’offerta dettagliata. Parte della nostra fortuna la dobbiamo a questa struttura”.

 Con il Covid, in realtà, è cresciuto tutto il settore alimentare.  

“Noi più degli altri. A parità di punti vendita, nel 2020 il fatturato è aumentato in media dell’1,3%. Selex è cresciuto del 7%”.

Quale  è il vostro supermercato tipo?

“Millecinquecento metri quadrati, privilegiamo le città di provincia e i piccoli centri rispetto alle metropoli, grocery garantito dalle centrali d’acquisto, fresco dai produttori locali, servizi aggiuntivi come la possibilità di consegnare la spesa a casa in tempi molto stretti, formazione molto accurata del personale”.

 Torniamo al piccolo è bello?

“In parte sì. Direi che la scelta del cliente è polarizzata: funziona il  supermercato di qualità capace di fornire servizi dedicati e il discount che garantisce invece i prezzi bassi”.

 Il Covid ha fatto riscoprire il negozio di prossimità. E’ una tendenza che vi danneggia?

“Ormai solo il 25% dei clienti è fedele ad un solo negozio, la maggior parte sceglie fra almeno cinque diverse tipologie d’offerta: si va al negozio sotto casa, ma anche al discount o al mercato. Per questo è necessario differenziare l’assortimento fra grandi marchi e produzioni artigiane”.

 Che prospettive avete per il 2021?

 “Vogliano crescere ancora: secondo la nostra stima il fatturato di vendita del 2020  ha raggiunto i 16,2 miliardi, in crescita del 31,7% sull’anno precedente. Investiremo 360 milioni nel rinnovamento della rete, puntiamo a 72 nuove aperture oltra i 3.207 punti vendita già presenti sul territorio”.



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