Pietà l’è morta

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I corpi parzialmente coperti della capovillaggio Olya Sutlilenko e tre membri della sua famiglia  in una tomba poco profonda nel villaggio di Motyzhyn. Kiev, 4 aprile 2022. Foto di Metin Aktas/Anadolu Agency

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I corpi parzialmente coperti della capovillaggio Olya Sutlilenko e tre membri della sua famiglia  in una tomba poco profonda nel villaggio di Motyzhyn. Kiev, 4 aprile 2022. Foto di Metin Aktas/Anadolu Agency 

“E sia strazio a vedersi”, dice un verso di Sofocle. È Creonte a parlare, e evoca i corpi di chi resta insepolto, per qualche presunta colpa contro la Città – senza onori, senza lacrime, senza tumulo. Si oppone Antigone, lei sola; sfida il potere che “gode tra i vantaggi, / anche che può dire e fare quel che vuole”.
Solo la pietà di Antigone riesco a immaginare, davanti a questi corpi. La terra e la polvere ne rendono quasi irriconoscibili i tratti. Sono la capovillaggio Olya Sutlilenko e tre membri della sua famiglia, trovati in una fossa nel villaggio di Motyzhyn, periferia di Kiev.

E sia strazio a vedersi,

dice il verso di Sofocle – e dà voce al sovrano che conosce il peso di quella umiliazione. E Antigone difende leggi non scritte, leggi innate:

Non sono d’oggi, non di ieri, vivono sempre, nessuno sa quando comparvero né di dove.

Sono le leggi della pietà umana, che anche questa guerra ignora, brutalizza, cancella.  
 

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