Pillola anticoncezionale, riduce davvero il desiderio?

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L’influenza della pillola sulla libido femminile è un argomento sfaccettato e pieno di variabili. Sia perché le pillole non sono tutte uguali, sia perché non lo sono le donne e quando si studia la sessualità non si riesce – e non si può – isolare la componente psicologica. Le conclusioni a cui sono giunti i più importanti studi sull’interazione tra contraccezione ormonale orale e desiderio sessuale sono infatti discordanti.

“Sulla base degli strumenti utilizzati (interviste, questionari o test biologici), alcuni autori hanno evidenziato miglioramenti, altri nessuna modificazione, altri ancora dei peggioramenti durante l’assunzione della pillola” fa sapere Salvatore Caruso, presidente della Federazione italiana di sessuologia scientifica. “Generalizzare, pertanto, è difficile”.

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Come funziona la pillola anticoncezionale

Gran parte delle pillole è combinata, ossia rilascia due tipologie di ormoni, gli estrogeni e i progestinici. Queste sostanze agiscono in due modi: bloccano l’ovulazione (il che permette di non avere gravidanze) e riducono i livelli di androgeni nell’organismo, ormoni che stimolano il desiderio sessuale e innescano i meccanismi dell’eccitazione.

“L’estrogeno induce la produzione di una proteina epatica che lega gli androgeni circolanti rendendoli meno attivi” continua Caruso. “Tuttavia la quantità di proteina prodotta dipende dal tipo di estrogeno utilizzato. Oggi ci sono pillole formulate con un estrogeno naturale (estradiolo) che, a differenza di quello sintetico (etinilestradiolo), influisce meno sull’attività degli androgeni. Il progestinico, invece, occupa il recettore degli androgeni, mettendo il bastone fra le ruote alla loro attività biologica”. Esistono diversi tipi di progestinici che permettono di personalizzare la prescrizione in base alle caratteristiche e all’esigenze di ogni donna.

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Pillola: effetti diretti e indiretti sul desiderio sessuale

“A livello biologico non si può dire che la pillola sia amica della sessualità” commenta Rossella Nappi, docente di Ostetricia e Ginecologia all’Università degli Studi di Pavia. “Ma in base a come una donna metabolizza gli ormoni, vive il sesso e la relazione, l’effetto antiandrogenico delle pillole può avere più o meno influenza sulla sua libido”.

Ad esempio, ci sono donne che per accendersi hanno bisogno di stimoli legati alla sfera romantico e affettiva, altre necessitano più di impulsi fisici e corporei. “Le seconde potrebbero risentire maggiormente dell’effetto ormonale della pillola” ipotizza la ginecologa.

Ci sono poi le conseguenze indirette sul benessere fisico e mentale. “Se la pillola viene subita, sia come scelta, sia come effetti collaterali, perché gonfia o sbalza l’umore, allora può esserci un calo della libido. Al contrario, se la pillola fa sentire protette da gravidanze indesiderate e migliora la percezione corporea perché risolve problemi cutanei, dolori o pelurie, può addirittura aumentarla”. È il caso paradigmatico del drospirenone.

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Il caso del drospirenone

Il drospirenone è un progestinico con una forte azione antiandrogenica che, teoricamente, dovrebbe impattare negativamente sul desiderio sessuale (soprattutto perché spesso si trova in abbinamento all’estrogeno sintetico).

Eppure su molte donne ha l’effetto opposto. “Il merito è dell’azione anti ritenzione idrica e anti acne, due problemi tipici delle ragazze che possono influire sulla percezione di sé e, di conseguenza, sulla voglia di lasciarsi andare a letto” spiega Emmanuele A. Jannini, ordinario di Endocrinologia e Sessuologia medica all’Università Tor Vergata di Roma.

“Tutti questi effetti estetici possono aumentare la predisposizione di una donna a spogliarsi e a vivere il sesso, incrementando, di fatto, anche il desiderio”. L’effetto del drospirenone potrebbe essere diverso su chi non teme di ingrassare o ha problemi di acne, ma è il motivo per cui ogni prescrizione va personalizzata.

Questa molecola è considerata molto promettente da un punto di vista ginecologico e sessuologico tanto che “a settembre”, fa sapere Nappi, “dovrebbe arrivare una nuova pillola formulata con drospirenone e un estrogeno naturale per chi subisce l’azione, più forte, di quello sintetico”.

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La minipillola

Disponibile come alternativa anche la minipillola, contenente solo progestinici. Dovrebbe avere meno influenza sull’attività degli androgeni perché priva di estrogeni, tuttavia “impatta maggiormente sull’umore rispetto a quella combinata”, precisa l’esperta, “dunque è sempre questione di un delicato equilibrio individuale”.

La pillola va sospesa?

Alle ragazze che si chiedono se sia il caso di sospendere saltuariamente la pillola per gestire effetti collaterali come il calo del desiderio, il presidente della Fiss spiega che “le conseguenze sulla libido, se dovuti all’anticoncezionale, compaiono subito dopo l’assunzione. Se si intende riprendere la stessa pillola, la sospensione serve a poco, perché la disfunzione sessuale si ripresenterebbe. Piuttosto, meglio cambiare formulazione, con un altro progestinico o estrogeno naturale, oppure optare per un’altra contraccezione”.

Altrimenti, assumere la pillola in modo costante e prolungato nel tempo ha numerosi benefici. Come ricorda Franca Fruzzetti, presidente della Società italiana di contraccezione, “oltre ai vantaggi sul breve termine, quindi la riduzione di sintomi premestruali, come dismenorrea e flusso abbondante, e la risoluzione di problemi estetici, come acne e peluria, sul lungo periodo la pillola riduce l’incidenza dei tumori dell’ovaio e dell’endometrio. L’effetto protettivo è direttamente proporzionale alla durata dell’assunzione e può arrivare fino all’80 per cento”.

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