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Pio e Amedeo rilanciano: “Macché omofobi. Noi in Russia con Vladimir Luxuria per i diritti dei gay”

La Republica News
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“Qualcuno forse da questo post si aspetta delle scuse e lo avvisiamo subito che rimarrà deluso”. È chiaro fin dalle prime parole il post Instagram di Pio e Amedeo. I due comici parlano, o meglio, scrivono per la prima volta dopo la  bufera che si è scatenata un minuto dopo il monologo dello scorso venerdì sera, nell’ultima puntata del loro show Felicissima sera: oltre diciassette minuti contro il “politically correct”, per andare dritto al cuore della materia: “Ci vogliono far credere che la civiltà sta nelle parole, ma è tutto qua nella testa”, aveva detto Amedeo, “fino quando non ci cureremo dall’ignoranza di quelli che dicono con fare dispregiativo, che è quello il problema, ci resta un unica soluzione: l’autoironia”.

Bufera su Pio e Amedeo per le frasi su omosessuali, ebrei, neri: “Il politically correct ha rotto”

“Pensiamo che moltissime persone che hanno attaccato il nostro monologo non l’abbiano nemmeno visto per intero – scrivono ora nel post – e che tanti lo abbiano guardato già prevenuti. Bene, ci rivolgiamo a loro, a ‘voi'”.

“Non fate finta di non capire quello che abbiamo detto perché ‘vi’ fa comodo trasformarlo nella solita querelle politica da quattro soldi”, dicono prendendo le distanze da ogni schieramento. “La politica non ci appartiene. La politica ci omaggia di spunti e personaggi – sottolineano – senza distinzioni di partiti per fare quello che vogliamo fare, satira, come abbiamo sempre fatto”.

“Mentre alcuni di ‘voi’ erano impegnati a mettere l’arcobaleno nella foto profilo sui social – sottolinenano i due comici con orgoglio – i sottoscritti qualche anno fa, sono andati in Russia a respirare la puzza dell’omofobia. Ci siamo messi in prima linea in uno Stato dove non badano troppo ai modi, perché insieme a Vladimir Luxuria eravamo lì per far sentire la voce per il diritto di uguaglianza, e di buona risposta siamo stati spinti in una macchina con violenza da energumeni e siamo stati buttati fuori fisicamente a calci da quel paese dove gruppi di imbecilli adescano ragazzi gay su internet per incontrarli, pestarli e fare un video per postarlo con fierezza sui social… il tutto senza gridare nessuna parola ‘politicamente scorretta’, incredibile! Le persone cattive purtroppo possono fare anche a meno dei ‘vostri’ divieti linguistici”.

“Le parole hanno la loro importanza! Eccome se ce l’hanno…ma non sono nulla in confronto all’intenzione! È logica: “Le parole non valgono quanto l’intenzione! Questo abbiamo detto! Non ci provate. Si può fare così schifo anche usando solo termini ‘politicamente corretti'”.

“Passiamo al nostro suggerimento di usare l’ironia: l’utilizzo dell’ironia laddove si può, è chiaro, è solo quello di tentare di disinnescare l’offesa. Nessuno ha detto che l’ironia disinnesca la violenza! La risata è solo un palliativo all’ignoranza, perché se l’ignoranza è come il Covid, il sorriderci su e non dare troppa importanza ai vocaboli è il vaccino. E il vaccino non è la cura! Sorriderci su è solo l’ombrello sotto l’acquazzone”.



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