Pistoia 24 anni dopo si riaprono le indagini sul caso Bonacchi il dna potrebbe svelare chi lha uccisa

Pistoia, 24 anni dopo si riaprono le indagini sul caso Bonacchi: il dna potrebbe svelare chi l’ha uccisa

La Republica News
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La signora venne trovata morta nella sua villa a Quarrata, frazione Ferruccia (Pistoia) 24 anni fa. Adesso il caso si riapre dando la caccia al dna dell’assassino o dell’assassina. Romana Bonacchi, 55 anni fu uccisa il 9 febbraio 1996 nella sua villetta di Quarrata, colpita prima con una bottiglia e poi trafitta con 27 coltellate. La procura di Pistoia ha riaperto le indagini e le ha affidate ai carabinieri del nucleo investigativo. Le indagini rispetto al passato potranno avvalersi dell’esame del Dna sui campioni e sulle tracce che a suo tempo sono state repertate sulla scena del crimine: una ciocca di capelli lunghi e biondi trovati impigliati nella mano della vittima e tracce di sangue trovate fuori dalla casa. I militari sono già al lavoro da alcune settimane e, al momento, stanno ascoltando nuovamente tutte le persone che conoscevano o che avevano avuto rapporti di qualsiasi natura con la vittima.All’epoca dei fatti, dopo quasi tre anni di indagini, il caso venne archiviato senza individuare chi uccise la donna. La svolta potrebbe arrivare dal Dna, mezzo che nel periodo di questo assassinio non era disponibile con la definizione scientifica attuale.Romana Bonacchi venne colpita con un coltello da cucina: la trovarono i vigili del fuoco la mattina successiva al delitto. La sera prima non si era presentata a un appuntamento e  non rispondeva al telefono. Da lì è scattato l’allarme. Sparirono alcuni gioielli, ma non i più preziosi tanto tanto che agli investigatori di allora, la rapina sembrò una messa in scena per confondere le indagini. Si parlò anche di una pista legata all’eredità, ma cadde quasi subito: tra case e terreni, il patrimonio di Romana Bonacchi era stato valutato attorno ai 4 miliardi e mezzo di lire. Ma la donna non aveva parenti stretti e ad ereditare la sua fortuna fu un’anziana zia, suor Tecla, monaca in un convento di Firenze. La suora avendo fatto il voto di povertà ha devoluto tutto al proprio ordine religioso.
Ad un certo punto gli investigatori si convinsero che fosse stata una donna ad uccidere la signora. Nella mano chiusa di Romana vennero trovati infatti dei capelli biondi e lunghi. Un reperto che oggi potrebbe rivelarsi molto interessante. Lei aveva paura dei ladri e tutte le finestre erano sbarrate con le inferriate. L’ipotesi è che Romana conoscesse il suo o la sua assassina: aprì la porta. L’omicida scappò dalla porta sul retro come se conoscesse la casa. Altro indizio. Prima di scappare ha lavato con cura il coltello in cucina, cancellato impronte dappertutto, ma soprattutto ha aperto cassetti, spalancato armadi, rovistato fra i vestiti. Una messinscena, visto che soldi e gioielli più preziosi erano stati lasciati al loro posto. Come l’anello con diamanti trovato su un mobile.
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