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Polemiche in Usa: i Repubblicani bloccano l’indagine su assalto al Congresso

La Republica News
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Scoppia la polemica a New York: con un colpo di scena il Partito repubblicano degli Stati Uniti è riuscito a bloccare il tentativo dei Democratici di istituire una commissione d’inchiesta sull’assalto al Congresso dello scorso 6 gennaio, strutturalmente analoga a quella varata dopo gli attentati terroristici dell’11 settembre 2001.

Motivo? Al provvedimento e’ mancata la maggioranza qualificata al Senato, che richiedeva l’appoggio di almeno una decina di senatori repubblicani. La maggioranza democratica alla Camera dei rappresentanti, che aveva promosso l’istituzione della commissione d’inchiesta su iniziativa della presidente della Camera, Nancy Pelosi, e’ decisa pero’ a proseguire con una inchiesta congressuale autonoma, che potrebbe passare attraverso la formazione di una commissione ad hoc chiamata a indagare esclusivamente sugli episodi di violenza che hanno accompagnato i disordini del 6 gennaio, scaturiti da una manifestazione a Washington a sostegno dell’ex presidente Donald Trump. L’iniziativa di una commissione d’indagine bipartisan e’ di fatto affondata col ricorso dei Repubblicani ad una procedura di ostruzionismo formale (“filibuster”).

Il deputato democratico Jamie Raskin – gia’ rappresentante dell’accusa in occasione del secondo impeachment a Trump – ha definito il ricorso alle procedure di ostruzionismo “uno scandaloso abuso di potere teso a nascondere la verita’ sul 6 gennaio”. I Repubblicani sono restii ad avvallare l’istituzione di una commissione antiterrorismo che disporrebbe dell’autorita’ di emettere mandati di comparizione formali, anche all’indirizzo dell’ex presidente Trump, che ha sempre negato qualsiasi responsabilita’ per l’assalto al Congresso del 6 gennaio scorso. Da un recente sondaggio di Yahoo News/Yougov emerge infatti che il 73 per cento degli elettori repubblicani che e’ convinto che a scatenare l’assalto al Congresso non siano stati i manifestanti pro-Trump che marciavano quel giorno a Washington, ma presunti “agitatori di sinistra”.



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