Polizia, la dirigente della Stradale alle volanti: “Non inseguite, troppo pericoloso”. E i sindacati si dividono

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Non correte. Non inseguite. La questione interroga i poliziotti della Stradale di tutta Lombardia da qualche giorno. Da quando, cioè, con la circolare N. 220009900/220.19, il dirigente del settore Maria Dolores Rucci ha ammonito gli agenti dell’intera regione a operare “col massimo livello di prudenza e di accortezza” verso le auto che non rispettano l’alt e scappano. Limitandosi ad annotare la targa, il tipo e il modello di auto, a segnalare via radio “a tutte le altre Forze di Polizia presenti sul territorio per il rintraccio dei fuggitivi”.

Disposizioni già diramate un anno fa: però, sottolinea la dirigente, “si verificano ancora degli inseguimenti”. Invece, scrive, “la reazione del personale della Specialità deve essere attenta e ponderata tenendo in conto in primis dell’esigenza di salvaguardare la sicurezza di tutte le persone che circolano su strada”. E quindi, in caso di fuga, primo non farsi e non far male, “procedendo con la dovuta cautela” e non dimenticando “le possibili responsabilità penali e disciplinari determinate da un comportamento imprudente, evidenziando il profilo etico correlato alle conseguenze di ordine morale che scaturiscono dal ferimento o dal decesso di persone direttamente coinvolte o estranee”. Infine, occhio ai danni alle volanti, “sui quali verranno effettuati puntuali inchieste amministrative”. Chi rompe, paga.

Una circolare del genere non poteva non far rumore. A sollevare il caso è stato il Sap, sindacato di polizia politicamente vicino a Lega e Fratelli d’Italia. Gianpiero Timpano, segretario nazionale, la etichetta come “davvero mortificante, vorremo preoccuparci di assicurare i delinquenti alla giustizia e non delle conseguenze interne”. Alberto Balboni, senatore di FdI, annuncia un’interrogazione urgente al ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese. Il consigliere regionale leghista Alessandro Corbetta, a sua volta, ne presenterà una all’assessore alla Sicurezza di Palazzo Lombardia, Riccardo De Corato.

Ma le disposizioni fanno discutere anche sindacati di polizia di orientamento diverso. Domenico Pianese, del Coisp, giudica il documento “singolare e decisamente non in linea con i compiti della Polizia di Stato”, dimenticando “che in alcuni casi chi forza un posto di controllo lo fa perché è un latitante o perché ha appena commesso una rapina, un omicidio o ha l’auto piena di droga”.

Meno tranchant è Antonio Attanasio dell’Usip: “Giusto sottolineare l’attenzione a tutti gli utenti della strada, stona il richiamo alla responsabilità. Forse una maggiore sinergia tra reparti potrebbe scongiurare situazioni difficili per tutti”. E c’è chi, come Daniele Bena del Silp-Cgil, accoglie favorevolmente la direttiva: “Richiama una normativa che già esiste, di buon senso, perché tutela gli operatori: bisogna calibrare ogni intervento, che è ben diverso dal dire di non inseguire. Poteva senz’altro essere scritta in maniera diversa, ma il senso è quello lì”.

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