Ponte di Messina, i tecnici del ministero: “Profonde motivazioni per farlo”

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Ci sono “profonde motivazioni” per realizzare un sistema di attraversamento stabile dello Stretto di Messina, anche in presenza del previsto potenziamento e riqualificazione dei collegamenti marittimi”. E’ quanto si legge nella Relazione del Gruppo di Lavoro tecnico avviato dal precedente esecutivo per valutare gli eventuali sviluppi del progetto del sistema di attraversamento stabile dello Stretto di Messina e trasmessa stasera dal Ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, ai Presidenti di Camera e Senato. 

La commissione di tecnici presieduta da Giuseppe Catalano. “ritiene che la soluzione aerea a più campate sia potenzialmente più conveniente di quella a campata unica”. Il gruppo di lavoro “ritiene di sconsigliare le soluzioni dei tunnel subalveo e in alveo soprattutto per l’elevato rischio sismico ad esse collegato e per la mole di indagini geologiche, geotecniche e fluidodinamiche necessarie per verificarne la fattibilità tecnica, ma anche per l’eccessiva lunghezza necessaria per il tunnel subalveo e la presumibile durata degli approfondimenti necessari per la nuova soluzione del tunnel in alveo, per la quale mancano riferimenti ed esperienze”.

La commissione suggerisce comunque la via di uno studio di fattibilità  “delle diverse soluzioni tecniche possibili, da sottoporre ad un successivo dibattito pubblico”.

Due, comunque, le ipotesi rimaste sul tappeto: “Tenuto conto della complessità e dello stato di conoscenza delle problematiche sismiche, geotecniche, geologiche, ambientali e meteo-marine – si legge nella relazione – il gruppo di lavoro suggerisce di sviluppare la prima fase del progetto di fattibilità limitando il confronto ai due sistemi di attraversamento con ponte a campata unica e ponte a più campate, anche ipotizzando diverse soluzioni progettuali per i collegamenti a terra e, nel caso del ponte a più campate, per la localizzazione e la struttura”.

Per la realizzaizone del ponte sullo Stretto di Messina sarà “più efficiente finanziare il sistema di attraversamento interamente e trasparentemente a carico della finanza pubblica, anche in relazione ai benefici diffusi che l’opera ha sull’intero paese”. Sconsigliato, dunque, un finanziamento privato: altro snodo cruciale di una relazione che adesso sarà oggetto di un dibattito in Parlamento.

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