084045732 8a631fb9 6cfb 40b5 9c4e 6b787d2e86a6

Pordenone, perquisita azienda cinese di droni: avrebbe violato l’embargo con l’Iran

La Republica News
Pubblicità
Pubblicità

084045732 8a631fb9 6cfb 40b5 9c4e 6b787d2e86a6

PORDENONE – La Guardia di finanza di Pordenone ha perquisito un’azienda insediata nella zona della Comina, a San Quirino (Pordenone), operante nel campo della componentistica per aerei, elicotteri e droni. Il provvedimento – emesso dal sostituto procuratore Carmelo Barbaro – ipotizza ipotesi di reato connesse alla vendita di prodotti “dual use” in Iran senza però le relative autorizzazioni rilasciate del Governo italiano. Sull’attività investigativa c’è il massimo riserbo da parte degli inquirenti.

La società perquisita su disposizione della Procura, fondata da imprenditori friulani, dal 2018 è di proprietà di un gruppo di Hong Kong, che ne rilevò il 75%, investendo 2,810 milioni. Il subentro del socio cinese non sarebbe noto negli ambienti imprenditoriali locali, convinti che la proprietà fosse ancora italiana. L’assemblea dei soci – alcuni sarebbero indagati – ha di recente nominato nuovi amministratori che risiedono in Cina, affiancando loro una figura di prestigio, un ex ufficiale dell’Aeronautica con incarichi di vertice anche nelle Frecce Tricolori, ma che non sarebbe coinvolto nell’inchiesta delle Fiamme Gialle.



Go to Source