Portare o non portare il gatto in vacanza? Ecco come scegliere l’opzione migliore

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Le vacanze con i pet al seguito sono in crescita, ma ci sono ancora molte remore sui gatti. E’ una buona scelta portarlo con noi, o sarebbe meglio preferire altro? Secondo il sondaggio condotto da Feliway attraverso la sua community on-line, che conta oltre un milione di “gattari”, quest’estate il 62% delle famiglie non porterà con sé il proprio micio. E la decisione di lasciarlo a casa sembra trovare radici proprio nel disagio procurato dal viaggio. Oltre il 70% dei partecipanti, infatti, afferma che il trasporto è fonte di sofferenza, che viene dimostrata miagolando (82%), con agitazione (47%) e vomito (18%). Una volta arrivati ??a destinazione, poi, il 35% dei felini impiega qualche ora prima di stare meglio, mentre per il 28% di loro sono necessari un paio di giorni per una ripresa completa. Dunque, cos’è meglio?

Luoghi comuni
In realtà non c’è una risposta giusta o una sbagliata, dipende da gatto a gatto. Ma contrariamente a quanto si possa pensare, è una leggenda metropolitana il fatto che i gatti in assoluto preferiscano starsene da soli in casa piuttosto che in nostra compagnia. I gatti sono animali sociali e socievoli, anche se lo dimostrano differentemente dai cani, quindi non è assolutamente vero che amano isolarsi o starsene da soli. Per capire se la vacanza si addice o meno al tuo gatto, devi valutare bene dove andrai, quanto è lungo il viaggio, che mezzi si utilizzeranno, i suoi bisogni e il suo spirito di adattamento.

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Tipi di gatto
Se ci si recherà in una casa di villeggiatura dove si è soliti andare, anche il gatto svilupperà il vostro stesso attaccamento, anno dopo anno. Se si prenota un albergo, un treno, un aereo o una nave prima di partire è essenziale consultare tutte le policy sugli animali domestici. Se si vuole intraprendere un viaggio on the road zaino in spalla, prima bisogna aver la certezza di avere in casa un felino avventuriero, abituato ad andare in giro col guinzaglio. Sì, esistono! Ci sono tanti gatti viaggiatori, così come ci sono quelli che amano fare il bagno e tante altre cose che tipicamente non vengono associate ai gatti.

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Alternativa domestica
Se invece decidi di non portarlo e lasciarlo a casa da solo, per quanto è sostenibile? Come vi spieghiamo qui, sarebbe meglio non lasciare un gatto adulto da solo per più di 24 ore. Se si tratta di cuccioli o di anziani, l’intervallo si abbassa a otto ore. I neonati, invece, non andrebbero mai lasciati da soli. Ci sono molti modi in cui possiamo fornire loro cibo, attività di arricchimento e intrattenimento per mantenerli stimolati, felici e rilassati anche mentre siamo lontani da casa, ma questo sempre fino a un certo punto. Il limite massimo da non superare è lasciare il gatto da solo per tre notti consecutive, senza che nessuno si sia andato a prendere cura di lui durante il giorno: questo perché, oltre a preoccuparsi della tua assenza, potrebbe iniziare a dubitare anche della sua capacità di sopravvivere, diventando timoroso, perdendo la fiducia e desiderando ancora più compagnia.

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Ansia da separazione
Anche i gatti possono sviluppare ansia da separazione, con comportamenti eccessivi o disordinati. Fra le reazioni più comuni ci sono i pianti e i miagolii costanti, un eccessivo grooming, un’alimentazione sregolata e problemi con la lettiera. Alcuni gatti potrebbero semplicemente starsene nascosti in mezzo ai panni sporchi per sentire il nostro odore, altri potrebbero iniziare a fare i loro bisogni nel nostro letto, divano o armadio. Quindi assicuriamoci che una persona di fiducia o un cat-sitter possa passare da casa a cadenza regolare per controllare che tutto vada bene, pulire la lettiera, rabboccare le provviste e giocare con lui in nostra assenza.

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