Potenti e femminili: le donne di Mugler

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Rappresenterà pure il nulla assoluto, ma va reso atto a Kim Kardashian di una cosa: è merito suo se Manfred Thierry Mugler è tornato alla ribalta, se i suoi vestiti folli e al di là di qualunque categorizzazione sono diventati il simbolo della moda che rinasce nel post-pandemia. Le è bastato presentarsi nel 2019 al Met Gala del Metropolitan Museum con un abito realizzato per lei dal couturier in chiffon trasparente a effetto bagnato e ricamato con “gocce d’acqua” di cristallo. Il giorno dopo s’è parlato solo dell’effetto finto-nudo della mise e del corsetto ai limiti dell’umano. Soprattutto di come quello fosse il primo vestito di Mugler dal 2002, da quando cioè il designer ha lasciato il suo omonimo brand dopo averlo venduto a Clarins. Ha continuato a collaborare con il teatro e il cinema fino al 2014, quando s’è dedicato alle sue due nuove passioni: body building e chirurgia plastica.

Poco dopo quel trionfale tappeto rosso, è stata inaugurata la sua prima personale al Mbam di Montreal. Un successo, a questo punto, non inaspettato. E infatti, dal 30 settembre Thierry Mugler: Couturissime è finalmente sbarcata in quella Parigi dove lui ha sempre lavorato. La mostra, al Museo delle Arti Decorative, conta 150 pezzi creati tra il 1973 e il 2014. Quasi tutti mai esposti prima: tale è l’avversione dello stilista per le celebrazioni troppo statiche e paludate. Per dirla come il curatore Thierry-Maxime Loriot, «è più facile vedere in un museo un Picasso, che un Mugler».

Per fortuna gli hanno fatto cambiare idea, qui non è solo questione di abiti: Mugler è il prototipo dello stilista che mette la creatività al primo posto, slegato com’è dalle strategie di mercato. Con i suoi completi da donna in carriera negli anni Ottanta, e con la couture più esagerata nei Novanta, è diventato uno dei più forti sostenitori del potere femminile. Le spalle fuori misura e le vite strette, gli abiti da creatura marina e quelli da robot, i tailleur da insetto e i bustier da cowgirl spaziale hanno ridefinito l’idea stessa della donna. Sono molte le innovazioni che ha introdotto. Attraverso video e proiezioni 3D la mostra racconta come Mugler sia stato il primo, alle sue sfilate, a far recitare dei ruoli precisi alle modelle, ben prima che lo facessero John Galliano e Alexander McQueen. È stato il primo anche a portare in passerella le celebrità, e a collaborare a un video musicale: nel 1992 Too Funky di George Michael ha fatto scalpore grazie ai suoi sensazionali look indossati da Linda Evangelista, Tyra Banks e Nadja Auermann. C’è pure una sezione dedicata ad Angel, il profumo che ha ideato nei primi anni Novanta, ancora tra i più venduti, con cui ha ribaltato il settore. Gli è bastato inserire la vaniglia, un aroma sino ad allora solo alimentare, per creare una fragranza provocante come mai.

Mugler s’è ritirato nei primi Duemila perché non si riconosceva più nel minimalismo imperante, un’eresia per lui. Ci sono voluti più di vent’anni perché il sistema moda gli rendesse il dovuto omaggio, tuttavia il grande entusiasmo suscitato dalla mostra dipende anche del periodo che si sta attraversando: a Parigi sono in corso le sfilate, come a Milano le prime in presenza dopo tre stagioni di nulla; è evidente che tutti — creativi, media, compratori, clienti — vogliono celebrare la vita che ricomincia, festeggiare. Anche solo per poco, anche solo con un abito. Ecco, i vestiti di Thierry Mugler sono pura evasione dalla realtà, qualcosa che alla moda mancava da tanto. Ottimo tempismo.

Thierry Mugler torna a Parigi con la mostra Couturissime

Sono passati vent’anni da quando l’eclettico, eccentrico, visionario stilista-icona della moda anni ’80 e ’90 si è ritirato dalla guida dell’azienda che ancora oggi porta il suo nome. Ma Thierry Mugler, che nel frattempo si è dedicato ai profumi, alla fotografia, ai costumi di scena del circo e dell’opera, non ha mai smesso di essere un riferimento per il mondo della moda, dello spettacolo e anche per quello ‘pop’. Oggi, una retrospettiva presso il Musée des Arts Décoratifs di Parigi celebra la carriera dello stilista (e del suo alter-ego, Manfred) ricostruendo lo stravagante universo Mugler attraverso 150 pezzi iconici e immagini di repertorio.
Thierry Mugler: Couturissime” è il titolo della mostra che ha aperto i battenti in concomitanza con la fashion week Parigina, ed espone le creazioni di Mr.Mugler realizzate tra gli anni ’70 e oggi, ready to wear e haute couture, accanto alle indimenticabili campagne pubblicitarie e ai video da lui diretti.

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