Powerchair football, lo sport in carrozzina: “In campo non c’è disabilità: conta solo vincere”

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Lo sport è formativo per tutti, ma per le persone con disabilità ha un valore in più perché è ancora più utile per abbattere i propri limiti e uscire di casa per misurarsi in campo con gli altri. Il powerchair football, il calcio giocato in carrozzina elettrica, è un fenomeno in costante crescita. E nella Capitale i campioni d’Italia della Thunder Roma hanno affrontato i pugliesi della Oltre sport per un incontro amichevole promosso dalla Federazione paralimpica powerchair sport, Figc sezione calcio paralimpico e sperimentale e l’associazione Famiglie Sma. “Iniziative come queste sono importanti per far conoscere questi sport a quelli che ancora non li praticano. – spiega il capitano della Thunder, Marco Ferrazza – Ma non facciamo nulla di straordinario: il messaggio che vogliamo far passare è che questa dovrebbe essere la normalità per ragazzi come noi”. Si stringono rapporti, ci si supporta, ma il powerchair football non è folklore né un motivo per sviluppare pietismo: quando l’arbitro fischia gli amici della squadra opposta diventano avversari: “Noi pratichiamo calcio a tutti gli effetti. – racconta Anita Pallara della Oltre Sport e presidente dell’associazione Famiglie Sma – In campo non c’è la disabilità: contano solo l’agonismo, la voglia di vincere e di migliorare”. E a giudicare dalla concentrazione e dagli scontri tra paratie di protezione con cui viene calciato il pallone c’è da crederci.

Di Gianvito Rutigliano

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