Prandelli Voglio una Fiorentina coraggiosa

Prandelli: “Voglio una Fiorentina coraggiosa”

La Republica News
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FIRENZE – L’emozione della vigilia. Cesare Prandelli è pronto per tornare al Franchi da allenatore della Fiorentina, dieci anni dopo l’ultima volta. E un anno e mezzo dopo la sua ultima panchina in assoluto. Era al Genoa e affrontava, destino assurdo, Montella nell’ultima gara coi Della Valle proprietari della Fiorentina prima del passaggio di mano a Rocco Commisso. “Teniamocelo stretto, dove si trovano presidenti così?”, dice adesso Prandelli che ha preso in corsa la squadra dopo l’esonero di Iachini al termine della sfida col Parma prima della sosta per le nazionali. Prandelli ha ritrovato il gruppo al completo, anche se i nazionali si sono aggregati soltanto a ridosso della sfida col Benevento (domenica 22 novembre, ore 12.30 al Franchi).  Prima di cominciae, però, il ricordo di Pietro Vuturo. Uno dei leader del tifo viola, scomparso dopo la lotta con una malattia che l’aveva colpito nei mesi scorsi. “Abbiamo avuto questa brutta notizia, conoscevo Pietro e suo fratello – dice Prandelli – Un abbraccio alla sua famiglia, è stato un grande tifoso ed è giusto ricordarlo con sentimento”. Cosa vorrebbe vedere di Prandelli in questa Fiorentina?”Vorrei vedere soprattutto questa voglia di vincere, di stare in partita, un gruppo unito anche nei momenti difficili. Chiaro che non si potrà mai arrivare alla perfezione ma ho trovato giocatori molto disponibili, abbiamo lavorato forte. Tutta la squadra aveva un rapporto vero e sincero con Iachini”.  Come ha trovato i nazionali di ritorno?”Arrivando a due giorni dalla gara abbiamo dovuto velocizzare un po’ ma i giocatori si sono messi subito a disposizione e tramite i filmati hanno capito qual è la nostra idea di calcio”.Ha già visto qualcosa che le piace particolarmente? “Ho visto subito grande professionalità e molta competenza, qui ci sono tutte le basi per programmare qualcosa di importante. Barone e Pradè sono molto decisi e determinati nei loro obiettivi”. Che pensa di Pulgar? “E’ un giocatore che mi piace molto, ha delle buone geometrie, è bravo sui calci piazzati. Ho cercato di coinvolgere tutti in queste settimane, avere giocatori bravi mi permette di variare molto. In questa fase del campionato i cinque cambi sono fondamentali perché possono cambiare la partita”. Servirà anche coraggio nella sfida col Benevento?”Il coraggio si vede quando si è nell’area di rigore avversaria e sicuramente è importante farlo con un elemento in più. Il coraggio si vede anche in certe zone del campo, dove è difficile gestire il pallone”. C’è qualcosa che vorrebbe rivedere della sua vecchia Fiorentina?”Questo è un capitolo nuovo, si ricomincia. Non si possono ritrovare situazioni simili ma forse vorrei ritrovare la mentalità che avevamo. Questa squadra deve essere l’orgoglio dei suoi tifosi. Ritrovare questo aspetto sarebbe già un passo importante per noi”. Ha scelto l’attaccante su cui puntare?”Il nostro attaccante deve saper chiudere bene le azioni offensive e in questo la competizione fa bene, se è sana. Noi però dobbiamo dare continuità alle nostre idee, non possiamo cambiare continuamente. Sceglierò sempre in base alla disponibilità che mi daranno le mie punte”. Quali emozioni prova in vista del suo ritorno in panchina? “Spesso nei miei sogni mi sono rivisto col mio fischietto viola in mano. Ho sempre sperato che si potesse realizzare questo sogno. Adesso sono qua e si ricomincia una nuova storia, spero di essere protagonista come qualche anno fa”. Cosa pensa delle parole di Commisso?”Quando parla un presidente va solo ascoltato, non commentato. Lui spesso ha usato la parola “bugia”, che è una cosa che non sopporta a tutti i livelli. Io ora parlo da tifoso: il tifoso deve pensare che questa società sta programmando il futuro, che sono stati investiti 80 milioni per il centro sportivo che sarà tra i migliori d’Europa e che sono state poste le basi per lo stadio. Per questo dico, teniamocelo stretto. Dove si trovano in giro persone così? Con Commisso i tifosi possono sognare in grande”. Ha capito dove schierare Ribery?”Ho avuto un confronto con lui, so che ha uno spirito vincente. Non voglio che diventi solo un riferimento della nostra manovra ma vorrei preservarlo: per questo, coi tempi giusti, voglio vederlo anche in altre zone del campo. Ho trovato da parte sua grande disponibilità”. Che Benevento si aspetta?”E’ una squadra che si batte con determinazione e cattiveria. La formazione di Inzaghi ha delle buone transizioni, attacca la profondità con tanti giocatori e dunque dobbiamo mettere in campo quello che mette il Benevento”. Che formazione pensa di schierare?”Non voglio dare vantaggi a nessuno, e poi prima devo dirla ai miei giocatori. Firenze merita tanto, la città merita di tornare grande e le premesse ci sono tutte per mettere insieme i primi mattoni. Non si può far nulla da soli”. Ci saranno novità dal punto di vista tattico?”I cambiamenti vanno fatti con gradualità, in dieci giorni non posso stravolgere i sistemi di gioco. Se ci saranno dei cambiamenti, saranno solo su situazioni di gioco. Gli schemi ormai sono una cosa passata, sono numeri. Lirola e Biraghi sono due giocatori molto bravi e possono giocare in più porzioni del campo, sono bravi anche in fase offensiva”. Quando sarà al top Josè Callejon?”Ho parlato con lui, lo ritengo un giocatore importante. Serve però che abbia una condizione fisica adeguata perché sta già facendo il suo lavoro. Tra tre o quattro giorni vedremo quale sarà la migliore strategia per lui. Intanto bisogna che si concentri sul ritrovare la sua condizione fisica”. 


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