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Prato, aperta un’inchiesta sulla morte dell’operaia ventiduenne

La Republica News
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La tragica morte di Luana D’Orazio in una fabbrica di Oste di Montemurlo diventa una tragedia collettiva. Stritolata da un macchinario come in una cronaca da inizi del ‘900 , la sua fine sta generando non solo moltissime reazioni sul fronte politico sindacale ma anche delle riflessioni sui meccanismi produttivi e sulla necessità di implementare le misure anti infortunistiche nei luoghi di alvoro, specie in quelli più a rischio.

La magistratura ha aperto un’inchiesta per stabilire le cause della morte. Ci sono diversi aspetit da approfondire: intanto i meccanismi di sicurezza che avrebbero dovuto bloccare la macchina non appena il corpo dell’operaia è entrata a contatto. E poi la presenza di altri colleghi e infine i piani di sicurezza dell’azienda e il ruolo dei reopssnabili di reparto. Alle indagini partecipano gli ispettori degli uffici di prevenzione della sanità pubblica.

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Faceva l’orditrice in un’azienda di Oste, frazione di Montemurlo, che per uno strano volere del destino portava il suo stesso nome, Luana. È descritta da amici e colleghi come una lavoratrice infaticabile. Indignazione e sgomento hanno inondato i social per la sua vita spezzata troppo presto: “Non si può morire così nel 2021”. “Ora avrai 22 anni per sempre”. L’orditoio, una macchina che ordina i fili, tesse e cuce, l’ha straziata. Un incidente inaccettabile, a pochi giorni dal primo maggio, la festa dei lavoratori. “Il macchinario l’ha uccisa mentre lavorava in un’azienda tessile”. “La gente continua a morire nei posti di lavoro. Lavori sempre più precari, sempre meno sicuri.”. “Lavorava in una ditta vicinissima alla mia, una ragazza della mia stessa età, ho i brividi”. “Il mio bisnonno è morto così nel secolo scorso, com’è possibile che queste cose succedano ancora?”. Le foto di Luana D’Orazio riempiono i social, la sua espressione gioiosa stride con i messaggi strazianti che le accompagnano. Molti si chiedono come sia potuto succedere nel 2021 che non ci fosse un dispositivo di sicurezza che le avrebbe salvato la vita. “Bisogna appurare le cause”. “Morire lavorando, non si può”. “È accaduto ieri a Prato. Come nelle filande dell’Ottocento”. I compagni di lavoro dicono di aver visto la ragazza risucchiata dal rullo della macchina dove era rimasta impigliata.

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Iacopo Melio, consigliere regionale, commenta: “Continuare a morire sul lavoro è inaccettabile, oggi. Quella di Luana è la storia di troppi lavoratori invisibili. Morti bianche ingiuste e inconcepibili, che devono comunque scuoterci le coscienze e riaccendere il tema della sicurezza e della responsabilità collettiva, affinché tragedie simili non si ripetano più”. David Sassoli, presiedente del Parlamento europeo: “È davvero ancora immaginabile, nel 2021, morire “risucchiati da un macchinario”? E un mondo in cui spesso, troppo spesso, la sicurezza sul lavoro viene considerata solo un costo mentre è invece un diritto essenziale, basilare. Una cosa che fa la differenza, semplicemente, brutalmente, tra la vita e la morte”. L’ex governatore della Toscana si chiede: “Come sia possibile nell’era delle tecnologie digitali possano esserci macchine i cui ingranaggi, senza interrompersi automaticamente, possano impigliare e trascinare una persona fino alla morte”. Il sindaco di Montelupo, cittadina in provincia di Prato dove è accaduta la tragedia, si è precipitato sul posto appena saputo. Su facebook ha scritto: “Morire sul lavoro e di lavoro è inaccettabile, morire a 22 anni e lasciare un figlio lo è ancora di più. Una tragedia che ha colpito due comunità”.

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La segretaria del Pd toscano Simona Bonafè si dice sconvolta: “La morte ieri a Montemurlo di una giovane ragazza, una mamma che si chiamava Luana, ci ha lasciato tutti sconvolti. Come è possibile morire a ventidue anni sul lavoro? Come è possibile ancora nel 2021 rischiare la propria vita mentre si lavora a un macchinario? Ogni morte sul lavoro è inaccettabile, ogni giorno una lavoratrice o un lavoratore si reca sul luogo di lavoro e non torna più a casa. La sicurezza sul lavoro deve tornare centrale, non possiamo permettere che succeda più un dramma come quello di Luana, una giovane ragazza con tutta la vita davanti”. 

Pieraccioni ricorda: “Luana aveva fatto la comparsa in un mio film”

Sulla sua pagina Instagram Luana è lì, con le sue amiche, con cui amava andare al mare. Aveva fatto la comparsa in un film di Pieraccioni, il regsita aveva scattato una foto insieme a lei. Sotto il suo ultimo post, sul suo profilo facebook, si sono riversate centinaia di persone per esprimere il dolore per l’ennesima vita spezzata sul lavoro. La sua amica, Agnese, la ricorda con una foto che le ritrae insieme. “Il dolore è veramente indescrivibile, le lacrime non smettono di scendere, rimarrai sempre nel mio cuore dolce bambina”.  



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