Presidenzialismo, il Pd a Casellati: “No all’elezione diretta del capo dello Stato e del governo”

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È stato il turno del Partito democratico da Elisabetta Casellati. Al centro: la riforma sul presidenzialismo. A cui il Pd si è opposto. “Le proposte che ci sono state avanzate prevedono l’elezione diretta del presidente della Repubblica o del presidente del Consiglio. Abbiamo espresso la nostra contrarietà perché riteniamo che le funzioni di garanzia del capo dello Stato, in particolare siano de preservare e sono fondamentali nel nostro sistema parlamentare”, ha riferito la capogruppo del Pd alla Camera, Debora Serracchiani, al termine dell’incontro durato due ore a cui ha partecipato insieme alla delegazione del partito composta dai parlamentari Simona Malpezzi, Debora Serracchiani, Andrea Giorgis, Peppe Provenzano, Simona Bonafè, Matteo Mauri, Dario Parrini con la ministra delle Riforme.

“L’elezione diretta del presidente della Repubblica o del presidente del Consiglio non risolve nessuno dei problemi della nostra democrazia ma rischia di acuirli”, aggiunge il senatore Giorgis. Ossia, il problema della stabilità istituzionale e di governo. Anzi, spiegano i partecipanti all’incontro, acuirebbe proprio quei problemi che si propone di risolvere.
“Chiediamo invece di ribaltare completamente il metodo”. “Se si parte dall’elezione direzza di premier e presidente del consiglio, non si procede nella maniera più costruttiva”. Per quello che riguarda la legge elettorale, l’orientamento dei dem è quello di procedere verso un sistema “più vicino a quello tedesco, con la reale possibilità dei cittadini di incidere sui candidati”. Oltre a questo è stato chiesto di “mettere mano a quel monocameralismo di fatto che si è venuto a creare con il taglio al numero dei parlamentari” e che fa della seconda lettura dei testi di legge “nient’altro che una ratifica. I provvedimenti vengono approvai ora in una Camera ora in un’altra, ma quando arrivano nell’altro ramo del Parlamento non c’è una vera seconda lettura, ma una sorta di ratifica”.

“Abbiamo apprezzato l’invito al confronto e la disponibilità di Casellati a considerare gli argomenti e le preoccupazioni che abbiamo avanzato”, si legge in una nota dei parlamentari dem. “Chiediamo che ci venga presentato anche un quadro organico di tutto quello che intendono fare (sulle riforme istituzionali, ndr) perché non si può procedere a spizzichi e bocconi e sapere ogni giorno come vogliono intervenire sull’impianto istituzionale dello Stato, degli enti locali, le province, il tema dell’autonomia e tutto il resto senza un disegno complessivo. Noi vorremmo anche un punto”, sottolinea la capogruppo del Pd al Senato, Malpezzi.

Non si è discusso – hanno aggiunto i partecipanti – degli eventuali strumenti per attuare la riforma presidenziale come ad esempio la Bicamerale o l’iter della riforma costituzionale, nè della riforma dell’autonomia differenziata. I dem hanno infatti chiesto se il governo aprirà un tavolo sulle autonomie, senza ricevere risposta: “La ministra ci ha detto che non quel dossir non è di sua competenza”.

Sfiducia costruttiva, riforma della legge elettorale e correzione del monocameralismo di fatto che si è venuto a creare con il taglio dei parlamentari. Sono state invece le proposte che il Partito democratico ha portato all’incontro con la ministra. “Abbiamo ribadito la nostra posizione. Abbiamo espresso la nostra contrarietà all’elezione diretta del presidente della Repubblica e l’elezione diretta del Consiglio dei ministri, abbiamo espresso la nostra contrarietà perchè riteniamo che la funzione di garanzia del presidente della Repubblica sia assolutamente da preservare e quindi siamo contrari a qualunque iniziativa che possa snaturare o stravolgere o eliminare queste funzioni di garanzia che sono, nel nostro sistema parlamentare, per noi fondamentali”, conclude Serracchiani.

Oggi Casellati ha incontrato anche la delegazione di Forza Italia, composta dai presidenti dei gruppi Alessandro Cattaneo e Licia Ronzulli. Al telefono è intervenuto anche Berlusconi che “ha ribadito la sua preferenza, già manifestata a dicembre, per una riforma presidenziale che consenta agli italiani di eleggere il loro presidente”, come riferisce Casellati in un post su Twitter.

La capogruppo di Forza Italia al Senato ha ricordato che “il presidenzialismo è stato da sempre nel dna di Forza Italia e del presidente Berlusconi”. E una nota del partito aggiunge: “È una battaglia storica di Forza Italia. Il presidenzialismo fu proposto da Silvio Berlusconi in un discorso al Parlamento già nel 1995. A quasi due mesi dal primo confronto con il presidente e una delegazione di FI e poi con le altre forze politiche, oggi è finalmente possibile approvare una bozza di riforma delle nostre istituzioni in senso presidenziale in modo da consentire agli italiani di scegliere direttamente da chi essere governati – si legge  – Forza Italia darà il suo contributo per approvare un testo il più possibile efficace e condiviso, capace di aumentare gli spazi di democrazia e di far recuperare all’Italia stabilità dei governi e competitività”.

Dopo Il Terzo polo visto lunedì scorso e ora il Pd, Casellati venerdì terminerà gli incontri con le opposizioni incontrando il M5S.

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