Prima della Scala, fuori dal teatro proteste di Cub e centri sociali. Meyer: “Rinascita per Milano e per l’Italia”

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Mentre in teatro è tutto pronto per il Macbeth di Giuseppe Verdi, che segna la ripartenza di Milano e non solo dopo lo stop forzato di un anno fa, fuori dalla Scala non mancano le proteste. Presidio della Cub, la Confederazione unitaria di base, di fronte al Teatro alla Scala di Milano, in occasione della Prima che apre la nuova stagione della lirica. Il sindacato protesta contro la politica economica del governo e contro la manovra finanziaria, che, secondo i manifestanti, “non riserva nulla” a lavoratori e pensionati. Il presidio è collocato sotto Palazzo Marino, dal lato opposto di piazza della Scala, pesantemente presidiata dalle forze dell’ordine.

Prima della Scala, Milano riparte con il Macbeth e il presidente Mattarella nel palco reale

Un gruppo di antagonisti è arrivato dalla galleria Vittorio Emanuele: una trentina di giovani del Cantiere che srotolano davanti a Palazzo Marino gli striscioni con i loro slogan. “Cancellare i brevetti. No profit on pandemic” contro le case farmaceutiche, “Tax the rich”, “Recovery planet”, “Non siamo clandestini/e, siamo nuovi cittadini/e”.

Milano ritrova una Prima vera con il Macbeth

“Rivendichiamo che la finanziaria debba agevolare la situazione dei laboratori. La manovra è stata fatta per Confindustria mentre non c’è nulla per i lavoratori, che continuano a pagare i contribuiti”, diceáHazal Koyuncuer, membro della segreteria della Cub di Milano. “I tagli sulla sanità e sulla scuola sono inaccettabili e anche sul personale del pubblico impiego durante la pandemia non sono stati fatti investimenti”, continua la sindacalista. “Chiediamo di ridisegnare la manovra e di redistribuire risorse ai lavoratori.áAlla Scala vediamo il benessere, mentre più di 800mila persone hanno perso il lavoro”, aggiunge.

Milano, Sala: “La Prima della Scala grande tributo al presidente Mattarella”

 

Prima della Scala con Macbeth, Meyer: “Spero di dare gioia agli spettatori”

La Prima del teatro alla Scala “ha il valore della rinascita per Milano e per l’Italia tutta”. Così il sovrintendente scaligero Dominique Meyer, nel foyer del Piermarini, pochi minuti prima dell’apertura delle porte, incrociando le dita scaramanticamente. Aveva già detto che per lui riuscire a fare questa Prima aveva del miracoloso, vista l’avanzata della pandemia e molti grandi teatri chiusi. Destino diverso per la Scala, che invece come ricorda Meyer “è aperta al pubblico da diversi mesi, abbiamo fatto 5 opere questo autunno, e sempre con il pubblico al completo”. La situazione “è difficile perché c’è ancora il pericolo del virus, dobbiamo trovare un giusto equilibrio tra la sicurezza per il pubblico e per i lavoratori e la voglia di fare spettacolo”. Per gli spettatori c’è una tripla ‘barrierà in funzione anti Covid. In prima battuta, fuori dal teatro, la polizia chiede se si è in possesso del biglietto, poi all’ingresso le ‘maschere’  misurano la temperatura e chiedono di esibire il Super Green Pass.

Questa sera dobbiamo aspettarci “un grande e bello spettacolo, entusiasmo da tutto il teatro, che ha lavorato molto bene, con forza, per riuscire, e spero in una grande gioia per gli spettatori che sono in sala e quelli di tutto il mondo che lo vedranno in televisione”, ha aggiunto Meyer.

Macbeth alla Scala, rose e orchidee nei palchi: il regalo di Giorgio Armani per la Prima ritrovata

I palchi del teatro alla Scala ricoperti da 10mila rose e 3mila orchidee arancioni: così il tempio della lirica si veste in occasione della Prima che andrà in scena questa sera con il Macbeth, l’opera che inaugura la stagione scaligera. Un regalo da parte dello stilista Giorgio Armani, socio fondatore sostenitore della Scala, che ha voluto omaggiare gli ospiti della serata della decorazione floreale realizzata da Armani Fiori. I 51 palchi, oltre al palco centrale, sono stati allestiti con circa 10mila rose di quattro diverse nuances di arancione e circa 3mila rami di orchidee arancioni tra varietà di Phalaenopsis, Vanda e Dendrobium. La Scala torna così all’allestimento floreale più ricco e completo che ha caratterizzato le prime storiche: l’ultimo allestimento di tutti i palchi risale al 2006  per Aida, con la regia di Franco Zeffirelli e diretta dal maestro Riccardo Chailly. Qualche giorno fa, sempre Armani aveva fatto installare un maxicartellone in via Broletto con una fotografia della Scala e la scritta: “Da Giorgio Armani e da tutta Milano, ben tornata!”. Il suo omaggio alla Prima, che dopo un anno di pausa a causa del Covid torna in presenza. Tutte le foto sono del Teatro alla Scala

Prima della Scala, da Segre a Burioni e da Cremonini e Cattelan gli ospiti in teatro

Tra i primi ad arrivare alla Scala per la prima di Macbeth il virologo Roberto Burioni, al suo debutto all’apertura della stagione del Piermarini.”Vengo spesso ma questa è la mia prima Prima – dice Burioni – perché è un’occasione particolarmente importante. Se la gente si vaccina c’è spazio per essere ottimisti, la mia presenza oggi è un segno di grande ottimismo”.

C’è anche il cantante Cesare Cremonini alla Prima: il cantante è arrivato con la madre. “Vengo spesso alla Scala ma è la prima volta insieme a mia madre – ha detto -. Le ho regalato questa bellissima esperienza, è bello tornare a vedere le grandi opere nei grandi teatri italiani”. Altro cantante Manuel Agnelli, e poi il presentatore Alessandro Cattelan: “Sono interessato a tutto quello che non conosco, inclusa l’opera. Sicuramente l’opera ha dei tempi di fruizione diversi rispetto a cui sono abituati i giovani, ma sicuramente può piacere anche a loro”.

“Sono interessato a tutto quello che non conosco, inclusa l’opera. Sicuramente l’opera ha dei tempi di fruizione diversi rispetto a cui sono abituati i giovani, ma sicuramente può piacere anche a loro”. Lo ha detto il presentatore tv Alessandro Cattelan, che è arrivato alla Scala accompagnato dalla moglie per la Prima.

“Sono molto felice. La Scala è parte nostra, di Milano e di tutti i milanesi quindi la riapertura di questo bellissimo teatro è una cosa che ci riempie di gioia”, ha detto Giorgio Armani al suo arrivo alla Prima della Scala.

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